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Il doloroso precedente

Voglia di vendicare la serie playoff di due stagioni fa

REGGIO EMILIA. Ancora i cari nemici. Negli ultimi anni le strade di Reggio e Roma si sono intrecciate spesso, in campionato e soprattutto nei playoff, con l’indimenticabile serie del maggio 2013....

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REGGIO EMILIA. Ancora i cari nemici. Negli ultimi anni le strade di Reggio e Roma si sono intrecciate spesso, in campionato e soprattutto nei playoff, con l’indimenticabile serie del maggio 2013. Conclusa amaramente, con il passaggio del turno dei romani guidati da Gigi Datome dopo sette tiratissime partite, piene di scontri, di polemiche, ma anche di grande basket. In totale - play off compresi - sono 47 le sfide fra le due formazioni, con 28 vittorie capitoline contro le 19 biancorosse, ma a restare vive nella memoria sono appunto quelle del 2012/13. Nei quarti di finale si trovarono di fronte due delle sorprese dell’anno, l’Acea terza inaspettata e la Trenkwalder giunta sesta al ritorno in serie A. Il risultato, un quarto di finale di enorme intensità, condito dalle polemiche sull’eccessiva “tutela arbitrale” nei confronti di Datome e aperto dall’impresa esterna reggiana che aveva fatto sognare la semifinale. In realtà, il degno passo di apertura di una battaglia gustosissima, segnata dalle vittorie di misura dell’Acea in gara 4 a Reggio e in gara 5 in casa. Proprio gara 4 rappresenta a tutt’oggi il grande rimpianto dei protagonisti Trenkwalder di allora, con quel 68 a 71 ottenuto in rimonta grazie al play Jordan Taylor, tornato in campo con una protezione al volto ma semi-immarcabile nella ripresa. L’altro grande ricordo è invece dolce, una gara 6 strappata col cuore nonostante i problemi di falli di un Donell Taylor in serata spaziale, che chiuse con 22 punti in 17 minuti. L’amarezza è poi aumentata dal prosieguo dei play off. In semifinale l’Acea incontrò una Cantù stremata e raggiunse l’ultimo atto, poi perso con Siena. Un copione simile, pur con protagoniste miscelate, a quello dell’ultima stagione: Siena, dopo aver superato a fatica la Grissin Bon, ha spazzato in semifinale proprio Roma, ancora una volta killer di Cantù ma piena di infortuni. In entrambe le occasioni, il pensiero dei tifosi biancorossi è quella di una finale sfiorata davvero per un soffio.

Pochi mesi dopo, lo scenario è completamente cambiato, a parte i nomi degli sponsor, e le rose sono profondamente rinnovate. Fra le costanti, l’unico ex della sfida, il coach romano Luca Dalmonte, allenatore di una delle Bipop più deludenti della storia biancorossa in Legadue. Era il 2002/03, Reggio costruì una teorica corazzata con i vari Rusconi, Evans, Ruggeri e Gill, ma dopo un’annata di difficoltà usci con Jesi. (a.a.)

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