La Grissin Bon trafigge Roma
Drake Diener rientra dall’infortunio e firma i canestri della vittoria che conferma il primato
REGGIO EMILIA. La Grissin Bon ribadisce il primato andando a vincere una battaglia dura ed equilibratissima come (quasi) sempre è con Roma, squadra vera fatta di guerrieri. Solo in questo anticipo della settima giornata, Menetti ritrova la squadra così com’era stata pensata in estate con i rientranti Silins e Diener finalmente in campo, dopo i guai muscolari. E sono proprio del bomber “ManDrake” (e di quel talento offensivo che risponde al nome di Amedeo Della Valle) i canestri che uccidono i tostissimi capitolini. Che hanno il grandissimo merito di non mollare davvero mai.
Pechacek è costretto a vedersi la partita con lo staff: Diener e Silins, superati finalmente i guai muscolari, sono in panchina non solo per fare gli spettatori. Il quintetto è ancora di Donell Taylor che va ad aggiungersi a Cinciarini, Mussini, Polonara e Cervi. E' Gibson a realizzare il primo canestro. Poi, a ruota, Bobby Jones e Ejim per il 6 a 0 romano che gela la Grissin Bon. A sbloccare l’attacco reggiano è Cervi e solo dopo quasi 4' di gioco. Ma nulla da fare: Triche, lasciato tirare dall'arco, riporta il freddo polare con una tripla. La gara la fa Roma e Reggio è in decisa confusione offensiva e troppo concede pure in difesa. Non fosse per i 4 punti che Taylor riesce a infilare sotto il naso dei tonici difensori romani, per Reggio sarebbe notte fonda. La situazione si scalda: il fallo (discutibile) fischiato a Della Valle fa scattare in piedi l’intero Bigi. Qui, sul +10 romano a 3’41” dalla prima pausa esordisce al Bigi Diener, al rientro dopo l’infortunio, al posto di Cinciarini che fatica a crear gioco. Roma è spiazzata. Sul finale di quarto Lavrinovic si scatena e, aiutato da Kaukenas, riduce il gap (14-18 a 80" dal primo gong). Menetti per la prima volta in stagione butta dentro Silins che realizza il punto del 16 a 21 (dopo la bomba del play Stipcevic), con cui si chiude il primo periodo.
Ormai la Grissin Bon ha preso fiducia: Della Valle prima dai 6.75, quindi una strepitosa difesa di Silins lancia Cinciarini in contropiede. Il capitano replica per ben due volte e sigilla il break di 9 a 0 che rilancia i suoi (25-21). E’ D’Ercole a spezzare la magia con la bomba che riporta i suoi a ridosso dei reggiani. Il tecnico Menetti contesta un fallo non fischiato a Kaukenas e si vede rifilare un tecnico. Gibson non fallisce il libero dell’aggancio romano. Poi di nuovo D'Ercole a ferire la difesa reggiana con la tripla del nuovo vantaggio ospite. Reggio non molla: Taylor impatta e quindi Polonara dai 6 metri regala il 30 a 28. Corrono i minuti e la gara continua ad alta intensità con Reggio che continua a pagare le scarse percentuali dall’arco. A 1’30" all'intervallo c'è spazio pure per Pini, pure lui al debutto stagionale dopo l’infortunio, mentre il ferro sputa due tiri reggiani s’imbocca il tunnel per la pausa lunga con Roma, più concreta, avanti 36 a 39.
Si riparte e Roma poco concede, ma la Grissin Bon riesce comunque a rosicchiare punti, sino al sorpasso di Taylor su uno scarico di Kaukenas che è un piccolo capolavoro. Ma Roma, disgraziatamente, c’è. Un attimo più tardi gli uomini dell’ex Dalmonte sono di nuovo in corsa e di nuovo avanti. Tiene il vantaggio l’Acea, giocando con grande intensità mentre il pala diventa di fuoco. Diener, su assist di Taylor, vola avanti. Che l’atmosfera sia rovente, lo testimonia anche il tecnico fischiato alla panchina di Roma per proteste. Sprinta Reggio sul finale di un combattutissimo terzo quarto sul +4 prima che, ancora una volta, gli ospiti rientrino per il 58 a 57 del terzo gong. Tirato, tiratissimo anche il quarto decisivo: il colpo, la Grissin Bon, lo assesta difendendo forte (giusta la scelta della zona) e portandosi al + 4 (66-62 al 4') con Polonara e Lavrinovic. Un niente e Cinciarini dalla riga bianca fa volare i suoi al + 6 che suona come un sospiro di sollievo. Segue il nuovo assalto ospite che Della Valle, chirurgico dall’arco, ferma. Menetti butta dentro Silins per sostituire un pur buonissimo Lavrinovic. Poi c’è un nuovo acuto Della Valle - preferito con coraggio a un Taylor comunque in palla - ad autografare la bomba del - 9 a 2’30” dalla fine. Jones e poi Gibson tengono vive le speranze, uccise solo nei minuti finali da Diener che, da campione, insacca la tripla e il canestro dai sei metri che voglion dire vittoria. E, ancora, primato.
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