La Reggiana riparte e travolge il Prato
Successo maturato nel primo tempo e sancito nella ripresa
REGGIO EMILIA. La Reggiana è ripartita. Si può dire in modo travolgente, seppellendo con quattro gol il Prato. Una vittoria, ovviamente, indiscutibile e che riporta la squadra granata al terzo posto in classifica ma che deve essere valutata nel modo giusto, senza esaltazioni.
Il successo è frutto di un primo tempo straordinario da parte di Maltese e compagni che hanno fatto la partita e chiuso il match sfruttando le qualità che in questo momento sono il valore aggiunto: possesso palla e conclusione dalla distanza. Così è nato il primo gol di Angiulli (29’pt) con uno splendido tiro dai sedici metri. La sua specialità. Identico il raddoppio di Tremolada (42’ pt) con una ribattuta sotto misura.
Un primo tempo, come detto, da applausi e con un unico brivido con un tiro alto di Ogunseye (28’st) ma per tutta la prima parte del match si è rivista la solita Reggiana, quella che piace a Colombo, che impone il suo gioco, che cerca lo sfondamento stile rugby.
La ripresa, invece, ha mostrato un altro clichè perché inevitabilmente il Prato ha cercato di riaprire la partita e la Reggiana ha sfruttato alla perfezione le ripartenze. Su una di queste ha colpito subito la traversa con Tremolada (2’st) e poi è Siega (29’st) che firma il terzo gol. Una rete viziata da un fuorigioco di Ruopolo giudicato ininfluente dall’arbitro e non dal guardalinee.
Il fiocco al successo l’ha poi messo Sinigaglia (45’st) con un pallonetto per il 4 a 0. In pratica una Reggiana concreta e spietata che ha rispolverato un altro pezzo importante dal suo repertorio: l’organizzazione difensiva. Contro il miglior attacco del girone, in effetti, Feola ha compiuto solo uno o al massimo due interventi degni di nota ma nulla di straordinario. Colombo – va detto – è tornato all’antico rimettendo la linea difensiva baby ed ha avuto ragione, così come è stata intelligente la mossa di mettersi col modulo 4-4-2 con l’ingresso di Sinigaglia, come quello di far fare passerella ai vari Tremolada (uscito però per un colpo) e Angiulli dando spazio anche a Parola.
Una Reggiana che torna, quindi, a non subire gol, che cancella la striscia di tre sconfitte consecutive ma soprattutto ritrova la sua identità di gioco. Le difficoltà negli ultimi sedici metri proseguono, a dispetto dei quattro gol realizzati ma a questa carenza la squadra sopperisce con una straordinaria organizzazione di gioco e anche intensità, come si è visto nel primo tempo.
Una vittoria che restituisce serenità a un gruppo, se mai l’avesse smarrita ma soprattutto la pone, almeno per il momento, quale terza forza del campionato. La Reggiana ha rialzato la testa e questo è ciò che conta, l’ha fatto nel migliore dei modi realizzando quattro gol e uscendo dal campo con il portiere Feola imbattuto.
Chi chiedeva una reazione di carattere e d’orgoglio da questa squadra è stato accontentato perché la Reggiana ha mostrato la giusta mentalità, cattiveria e spirito di sacrificio. Ora alla Reggiana serve solo un altro particolare: la continuità, vale a dire riprendere ad allungare la striscia positiva a iniziare dalla prossima trasferta di domenica a Carrara. Solo così si è maturi per il vertice.
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