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«Con Vavassori pronto a fare il presidente»

di Wainer Magnani
«Con Vavassori pronto a fare il presidente»

Stefano Compagni: «Il concetto è sempre lo stesso: squadra forte se è forte la società»

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REGGIO EMILIA. Stefano Compagni, è pronto per fare il presidente della Reggiana?

«In un certo contesto, direi di sì».

Il riferimento è all’arrivo di Pietro Vavassori?

«Con lui al mio fianco, è possibile».

Cosa significa l’arrivo di Vavassori nella proprietà della Reggiana?

«Il motto è sempre lo stesso: squadra forte se società forte. Ora il suo arrivo determinerà un rafforzamento della compagine societaria in modo considerevole. E’ il progetto che avevamo abbozzato tempo fa: costituire una società con più soci».

Un progetto che va di pari passo con quello tecnico?

«Oggi la Reggiana è proprietaria dei suoi giocatori tranne due (Maltese e Tremolada ndr) con giovani interessanti alle spalle».

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E con la possibilità di rinforzarla ulteriormente a gennaio?

«Questa è la volontà dichiarata da tutti».

L’annuncio di matrimonio con Vavassori è stato “pubblicato” a giugno ma deve essere ancora consumato. Ora si parla di Natale.

«Penso che sarà molto prima, anzi a breve. I tempi sono maturi».

Vavassori è un imprenditore facoltoso e poi?

«E’ un trascinatore. Un dirigente che ha personalità, carattere e competenza. Questa è la mia opinione, l’idea che mi sono fatto».

Lei che presidente sarà?

«Spero di tutti».

La Mectiles aumenterà la sua quota acquisendo l’8% del Banco Emiliano?

«La percentuale non la sappiamo ancora, di sicuro aumenteremo il nostro impegno. Il Banco Emiliano, com’è giusto che sia, avrà un ruolo come sponsor».

Quale sarà la prima novità da presidente?

«Vogliamo assegnare un ruolo di rappresentanza anche ai nostri tifosi. Un loro esponente entrerà a far parte del consiglio e avrà il compito di gestire i rapporti con i tifosi».

Una delega che aveva lei?

«Sì ma credo sia giusto che sia un esponente indicato dagli stessi tifosi a svolgere questo ruolo».

Veniamo alla squadra, ha ricevuto le risposte che chiedeva?

«Sono dell’idea che la lezione è servita. Ciò che è accaduto nelle precedenti tre sconfitte ha fatto maturare il gruppo. Si è anche capito quanto e come l’allenatore Colombo e il dg Ferrara possono incidere».

Vuole dire che la squadra ha recepito il messaggio?

«Il campo ha detto questo. Colombo e Ferrara hanno sferzato il gruppo e la risposta si è avuta contro il Prato. Non mi riferisco ai quattro gol ma alla prestazione. Sabato mi sono divertito».

A onor del vero la Reggiana, pur perdendo, non aveva mai deluso.

«A parte Teramo, dove in effetti non abbiamo giocato a calcio, nelle altre partite la Reggiana ha sempre tenuto bene il campo».

La vittoria col Prato, però, è stata fondamentale per svoltare.

«Penso che la squadra abbia capito gli errori commessi in passato e vi ha posto rimedio».

Il primo tempo è stato eccellente.

«Mi accorgo che un conto è valutare la partita con gli occhi del dirigente rispetto a quella del tifoso».

Tra poco lo farà con l’etichetta del presidente.

«Sarà una visione particolare».

Resta il fatto che la vittoria sul Prato è una risposta importante.

«E’ così, perché basta poco per scivolare in una crisi di identità, invece la squadra ha ritrovato il filo del gioco».

Colombo è stato umile e saggio nel tornare all’antico.

«Sullo spessore del nostro allenatore non discuto, per me è intoccabile».

La Reggiana ora è al quarto posto.

«E’ un girone dove tutte o quasi si equivalgono, del resto in tre o quattro punti ci sono dieci squadre. A parte Ascoli e Pisa che sono le compagini più attrezzate, c’è un assoluto equilibrio. Con l’Ascoli, però, noi non abbiamo demeritato anzi. Il campionato si deciderà negli ultimi due mesi».

Ora la Reggiana si appresta a chiudere l’andata con un calendario favorevole.

«Sulla carta è così perché affronteremo Carrarese, Savona e San Marino, poi l’ultima a Ferrara con la Spal. Il derby sarà un altro appuntamento significativo».

In tempi non sospetti aveva speso parole di stima per Tremolada. Soddisfatto?

«Penso di aver ricevuto risposte importanti anche da altri giocatori. Certo, Tremolada è un giocatore che ha qualità, piedi buoni e intelligenza calcistica ma potrei dire altrettanto per altri granata».

Si può dire che la crisi è alle spalle?

«Speriamo di aver fatto tesoro dei nostri errori».

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Troppa presunzione?

«Forse sì. Adesso la Reggiana ha ritrovato la sua identità di gioco».

Qualche escluso eccellente ha il muso lungo?

«Non penso, perché abbiamo una rosa ristretta. E’ vero che chi va in panchina deve essere considerato un titolare ma la Reggiana ha bisogno di tutti. Mi sembra che in passato non fosse la stessa cosa».

E’ un messaggio a Parola e De Giosa?

«Non penso ce ne sia bisogno perché ho visto uno spogliatoio molto unito e compatto. Credo proprio che l’unione e l’amicizia che c’è nel gruppo sia un nostro punto di forza».

L’elemento negativo sono il numero di spettatori dimezzato rispetto alla sfida con l’Ascoli.

«Comprensibile perché si giocava di sabato ma anche perché venivamo da tre sconfitte. Ma il clima all’interno dello stadio era lo stesso: per cento minuti i tifosi hanno sempre cantato e sostenuto la squadra».

Effettivamente anche dopo le sconfitte si avvertiva un clima diverso attorno alla squadra.

«E’ così. La gente ci segue con affetto anche se non viene allo stadio. La conferma è arrivata, tanto per fare un esempio, dall’amichevole di Viano dove c’era entusiasmo e voglia di vedere la Reggiana».

Ci sarà un’altra occasione per vedere sei o settemila tifosi allo stadio?

«Ne sono sicuro».

A proposito di tifosi, le iniziative di sviluppo del marchio stanno spopolando, vedi la birra Granata che è andata esaurita.

«Tifosi e società devono marciare assieme in una condivisione di idee e iniziative, pur nel rispetto del proprio ruolo».

Domenica a Carrara non sarà necessario avere la Supporter Card quindi ci potrà essere un grande esodo di tifosi.

«E’ la partita giusta nel momento giusto. Tra le due tifoserie c’è un profondo legame e la presenza di tanti tifosi granata potrà essere fondamentale. Poi si gioca di domenica, in un orario perfetto per cui mi attendo una bella risposta. Ma sarà così, ne sono certo».

Il Parma è in forte crisi e i tifosi granata gongolano ipotizzando di giocare il derby.

«E’ un discorso che come società non ci può riguardare. E’ più un discorso legato alla rivalità tra tifosi. Ciò che è inaccettabile è una gestione che non tenga conto della necessità di far quadrare i conti. Vale per il Parma come per la Reggiana. Fare come ha fatto l’Ascoli è troppo facile ma non è più accettabile. Il fair play finanziario deve valere anche in Lega Pro».

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