Il pilota reggiano Matteo Bonini incanta il pubblico di Genova
GENOVA. Il pilota reggiano Matteo Bonini, 29 anni, ha brillato nel Genova Supercross, classica che da parecchi anni vede confrontare la scuola americana, specialista di categoria, con quella europea;...
GENOVA. Il pilota reggiano Matteo Bonini, 29 anni, ha brillato nel Genova Supercross, classica che da parecchi anni vede confrontare la scuola americana, specialista di categoria, con quella europea; nonché gara conclusiva degli Internazionali d'Italia SX.
Da oltre oceano sono arrivati Eli Tomac, 'Bambam' Barcia, Zac Osborne, mentre per il vecchio continente i francesi Cristophe Pourcel (lui da considerare quasi americano sulla moto), Cristophe Martin, Mika Musquin, Alex Ruise. A rappresentare l’Italia, come detto, Bonini. Il reggiano, in pieno recupero dall'infortunio dell'estate scorsa, fin dal mattino ha fatto vedere che sui tempi il passo era molto incoraggiante; più dubbi sulla tenuta in gara, considerata l'intensità dello sforzo in queste competizioni. Con 3 gare (2 finali ed una una finale Supercampione) esaltanti, Matteo ha concluso 5° di giornata e 4° nella finale Supercampione; chiudendo al 2° posto il campionato Internazionali d'Italia SX1
«Sapevo che avrei dovuto fare i conti con la tenuta – bonini analizza la propria prestazione – ma tutto sommato, direi che è andata molto bene, sono contento del risultato e di avere fatto divertire il pubblico. Nella seconda finale me la sentivo di poter stare assieme ad Osborne, anzi, ho provato alcune volte a superarlo, peccato per la scivolata, poiché mi sarebbe piaciuto salire sul podio, anche se per il campionato sapevo sarebbe stato molto difficile riuscire a vincere, visto che mi manca la gara di Pesaro. Ora proseguo nelle gare Europee (Francia e Germania, ndc)), sperando che il ritmo continui a migliorare».
«Matteo è andato forte – annota dai box Christian Colombo – e la moto che abbiamo preparato non ha sfigurato. Qui lui va sempre forte, sarà il pubblico, la gara, ma tira fuori il meglio di se, peccato per la seconda finale, quel podio sarebbe stato un giusto premio».
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