«A Maranello scelte non da Ferrari»
F.1. Il grande ex Forghieri: «E per una buona macchina servono buoni piloti»
MANTOVA. Della Ferrari è un indelebile pezzo di storia, vincente. Della Ferrari è sempre follemente innamorato. L’ingegnere modenese Mauro Forghieri ha costruito la leggenda delle Rosse dall’inizio degli anni ’60 alla metà degli ’80, vincendo 11 titoli (4 piloti e 7 costruttori) e rivoluzionando la Formula 1, basti citare l’innovazione degli alettoni. Ieri a Mantova ha parlato della Maranello di oggi. «Voglio bene alla Ferrari per ovvi motivi, mi ha dato da mangiare per 28 anni. Quello che sta succedendo non può farmi contento e non credo sia a livello Ferrari. Penso all’episodio Mattiacci, mi ha stupito. È stato messo lì un uomo che non aveva conoscenze profonde in campo di automobili, mi dicono fosse un buon venditore. In quei pochi mesi non so chi possa avere pensato avrebbe potuto fare migliorare la Ferrari. Forse qualcuno che non capisce niente di macchine. E mi ha stupito anche come l’hanno mandato via, non solo dalla gestione sportiva ma anche dall’azienda, dopo essere stato messo in un posto che non aveva scelto lui. La Ferrari ha davanti a sé un periodo molto importante e dipenderà molto dagli uomini che sceglieranno per gestirlo».
Sorprende l’affondo sui piloti. «Credo che parte dei problemi degli ultimi anni fossero dovuti ai piloti. Per quello che io ho potuto capire della Formula 1 lo strumento che ti permette di capire come è la macchina è il pilota. Se non hai un pilota capace di essere un tester le cose non quadrano. Mi chiedo se Vettel adesso saprà ricoprire questo ruolo, perché la Mercedes ha un grande vantaggio e gli avversari devono lavorare molto».
Alessandro Taraschi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
