«Domenica con la Virtus voglio vedere tutta Reggio»
Il coach Max Menetti guarda al campionato e al match di Bologna dopo il successo che rilancia i suoi in coppa: «Il derby della via Emilia è sempre una partita importantissima per noi reggiani»
REGGIO EMILIA. «In Eurocup ci crediamo ancora, qualificarsi sarebbe una bella favola. E adesso pensiamo al derby della via Emilia, la sfida con la Virtus è sempre speciale». Si gode la vittoria in Eurocup che tiene in vita la Grissin Bon in ottica qualificazione, Max Menetti, e guarda anche a domenica, alla sfida che potrebbe mantenere la sua squadra prima: «Spero vengano tantissimi reggiani, e che alla fine si possa ancora sentire il coro “Salutate la capolista”».
Domenica tornate a Bologna, pur cambiando palazzetto. Cosa vi aspetta?
«Incassata questa vittoria, adesso pensiamo alla Virtus, il derby della via Emilia è sempre una gara importante per noi».
Quest’anno, poi, vincere significa rimanere primi.
«Noi adesso stiamo vivendo un sogno, la mia speranza è avere tantissimi reggiani a Casalecchio, e di sentirli cantare ancora “Salutate la capolista”».
Che partita immagina?
«La Virtus è sempre la grande Virtus, vincere in casa sua non è mai facile, sarà un altro impegno complicato».
L’anno scorso, la vittoria di un punto con il libero di Cervi nel finale fu un momento importante. Cambiò qualcosa?
«Più che altro, diede il via alla settimana delle quattro partite in sette giorni che ci portò alle Final Four».
A Bologna tornerete in striscia positiva, dopo la vittoria con Parigi. Un analisi della gara?
«Abbiamo vinto meritatamente, abbiamo mostrato desiderio e voglia, e il ritorno dei tre infortunati Diener, Silins e Pini ci ha aiutato, abbiamo avuto rotazioni più lunghe».
Quanto cambia, questa profondità ritrovata?
«Molto, ruotando 10 uomini siamo riusciti ad avere brillantezza e lucidità anche nel finale, dopo un secondo quarto spettacolare, uno dei migliori della stagione».
In Eurocup siete ancora vivi?
«Noi ci crediamo, qualificarci sarebbe una bella favola, con Parigi siamo stati bravi a puntare sulla nostra velocità contro i loro muscoli».
Quanto incide non aver rovesciato la differenza canestri?
«Non abbiamo mai avuto la possibilità di gestire la gara in modo da guardare la differenza, alla fine del girone scopriremo che peso avrà la differenza punti».
Si è vista una Grissin Bon veloce e aggressiva. Presagi di futuro?
«In parte era dovuta all’assenza di Cervi, ma è certo una caratteristica di questo gruppo. E con Diener, il campo si allarga molto e ci sono più spazi».
C’è ancora molto da lavorare, su questo?
«Il nostro è un progetto di crescita, è chiaro che la nostra è una squadra di giocatori istintivi, che rendono al massimo quando sono liberi, dobbiamo crescere nella razionalità, ma senza snaturarci»
A proposito di Diener e degli infortunati, li dovete ancora gestire?
«Io vivo le partite con una specie di avvoltoio dietro di me, il preparatore atletico Tibiletti, che ha un cronometro in mano e mi dice quanto possono giocare al massimo i rientranti».
E lei rispetta i tempi?
«Con Roma ho sforato di 7’ e fra un po’ non mi rivolgeva la parola» sorride Menetti.
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