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«Ho applaudito i giovani biancorossi»

Daniele Valisena
«Ho applaudito i giovani biancorossi»

Martedì al pala Dozza, l’ex Nba Rigaudeau si è entusiasmato per i talenti del team

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REGGIO EMILIA. «Nostalgia dell'Italia? No, non sono abituato a guardare al passato, ma a pensare e programmate il futuro: così dovrebbe fare anche il basket italiano». C'era anche Antoine Rigaudeau, martedì sera al pala Dozza, ad assistere al match di Eurocup tra Grissin Bon e Paris-Levallois. Il grande esterno francese è tornato nella città che lo ha reso grande in maglia bianconera, ospite del suo amico Alessandro Frosini. Con il ds biancorosso ha diviso gioie e trofei ai tempi in cui la Virtus di Messina dominava l'Italia e l'Europa.

«Erano anni che non tornavo qui a Bologna - il fuoriclasse francese - l'atmosfera che si respira è sempre speciale, anche se in campo non ci sono né la Virtus né la Fortitudo. Cosa dirò a Frosini? Non credo parleremo troppo degli anni trascorsi alla Virtus, non mi piace vivere di ricordi, bisogna andare avanti».

L'aria dei grandi derby di fine anni ’90 purtroppo è lontana, ma a ricordare a Rigaudeau le infuocate sfide di una quindicina di anni fa martedì c'era anche Gregor Fucka, ex centro dell'Aquila, che ha assistito al match qualche fila più indietro rispetto al francese. Un derby nel derby dato che Rigaudeau ha ricoperto il ruolo di vice presidente di Parigi qualche stagione fa: nessuna nostalgia dunque? «No, non penso a tornare in Italia in questo momento, sto bene in Francia. Sono contento però di aver visto in campo tanti giovani italiani di talento in maglia Grissin Bon».

In tanti tra gli aficionados della Virtus, che assieme alla Grissin Bon, anche se in tono minore, sta dando spazio e fiducia ai giovani italiani del vivaio come Fontecchio e Imbrò, hanno chiesto all'ex Dallas Mavericks un suggerimento per rilanciare il movimento cestistico tricolore.

«Ripartire dai giovani? Sì, ma quello che più conta è che i giovani si allenino nel modo giusto, con la voglia di migliorare e di "spaccare"; questo è fondamentale. Non basta avere bravi allenatori: la voglia e l'etica del giocatore sono la cosa più importante».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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