«Il centrocampo granata non ha eguali in Lega Pro»
Andrea Tedeschi, vice allenatore della Carrarese, attende la “sua” Reggiana: «Tifoserie unite al di là dello sport, squadre in salute»
REGGIO EMILIA. Il braccio destro di Gian Marco Remondina – peraltro anch'egli ex calciatore granata – alla guida della Carrarese è il reggiano Andrea Tedeschi che è stato protagonista della promozione in B della Reggiana di Marchioro nel 1988/89. Il destino vuole, per l'ennesima volta, che sul suo cammino ritrovi proprio la Regia.
Domenica speciale per lei: arriva la Reggiana.
«E' sempre un piacere, ho tanti ricordi con la squadra della mia città. Almeno una decina le volte l'ho già affrontata da avversario».
Nostalgia dei tempi in granata?
«Ero più giovane, il Mirabello era pieno nell'anno della promozione e Villa Granata era una struttura funzionale, sempre piena di gente. Forse il periodo ai massimi livelli di entusiasmo ed organizzazione».
A Brescello stagioni ancor più gratificanti?
«A Reggio ero molto giovane mentre là ero già un giocatore affermato. Un'altra situazione in un altro periodo bellissimo ma il coinvolgimento che dà una piazza come Reggio è incredibile».
Appese le scarpe al chiodo ha dato vita al sodalizio con Remondina.
«Esatto, da compagni sul campo a suo assistente al Verona nel 2009/10, poi è iniziata quest'altra avventura».
Il sogno è diventare primo allenatore?
«Devo ancora imparare tanto per migliorarmi, per ora mi accontento di questo ruolo perché il periodo non è facile né dentro né fuori dal calcio».
La Carrarese espugna Pisa mentre la Reggiana annienta il Prato: sarà spettacolo?
«Speriamo. Sono due squadre che cercano di giocare la loro partita. Ben consapevoli ,noi, di affrontare una Reggiana di livello, con tante qualità e che sta bene di salute».
Certamente una partita diversa dall'anno scorso...
«Direi di sì. Allora era forse il momento peggiore della Reggiana e noi venivamo da una sfilza di sconfitte».
Ora le retrocessioni ci sono ma entrambe le squadre hanno puntato sui giovani.
«I contributi della Lega sono importanti, quindi è inevitabile. Visto che i vari Spanò e Sabotic vengono confermati da tanto tempo in una società del genere vuol dire che sono anche forti ma nell'organico granata vedo anche giocatori del calibro di Parola o Alessi, spesso seduti in panchina: ne deduco sia un'ottima squadra che lotterà per il vertice».
Se dovesse indicare i punti di forza delle due squadre?
«La Reggiana ha il centrocampo più forte della categoria ed un grande Ruopolo, nonostante venga spesso maltrattato. L’ho visto fare reparto da solo ed è il massimo per il tipo di gioco della Regia. A Carrara c'è l’altro reggiano Castagnetti che sta facendo bene, Calderoni ha salvato il risultato nelle ultime partite con un po' di fortuna e di bravura, Cellini è un altro a cui la categoria va stretta, Di Nardo lo utilizziamo meno ma siamo un discreto gruppo ed una squadra equilibrata. Ma la vera forza di questi ragazzi è come sanno stare in campo seguendo i consigli di Remondina».
La classifica attuale rispecchia i valori delle squadre?
«Dice che il campionato è molto equilibrato: l'Ascoli fa il vuoto ma a Reggio non l'ho visto così forte anche se ha dei singoli importanti. Puoi perdere e vincere con tutte e non è uno scandalo».
A preoccupare i granata è il vostro terreno sintetico: è tutto un altro giocare?
«A me non è mai piaciuto ma il nostro è ottimo ed è di ultima generazione, tutta un'altra cosa rispetto a quello duro di Teramo. Questo mi ha fatto cambiare parere, ci vedo tanti pro e pochissimi contro».
Sarà festa, sugli spalti...
«C'è un grande gemellaggio e senza la tessera del tifoso c'è il presupposto che venga tanta gente anche da Reggio e si crei grande euforia».
Tanta solidarietà alla popolazione alluvionata è arrivata proprio da Reggio.
«E' stato un gesto molto bello, durante momenti particolarmente difficili da vivere, si è vista tanta umanità, qualche valore esiste ancora».
A proposito, lei l'ha scampata bella...
«Se avessi parcheggiato l'auto dove la metto tutti i giorni l'avrei persa, come è capitato agli altri condomini. Sono stato fortunato ma il disastro per la popolazione è stato enorme».
Come si sta alla corte di Buffon?
«Bene, non ci fa mancare niente ed è persona seria, precisa e puntuale nei pagamenti, mantiene le promesse e non interferisce mai nelle scelte tecniche nonostante sia uomo che conosce bene il calcio».
A lei piacerebbe un giorno allenare la Reggiana?
«Magari! E' chiaro che da reggiano sarà difficile diventare profeta in patria ma sperare non costa nulla».
Il Bibbiano, un’altra sua ex-squadra, sta attraversando un momento di difficoltà.
«Lì ho cominciato e terminato la carriera. Che dire? Dopo il campionato vinto a mani basse l'anno scorso, quest'anno, nonostante la fusione con la Sampolese sono sorti dei problemi. Forse qualche scelta sbagliata ed infortuni di troppo hanno guastato tutto. Alla fine spero ce la possano fare perché i bibbianesi sono coriacei, sarà dura farli... morire».
Juri Panciroli
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