Ecco la premiata ditta Vernocchi & C.
Simone ha debuttato in Lega Pro, il fratello Alessandro milita con gli Allievi
REGGIO EMILIA. Simone Vernocchi, attaccante classe '95 è nativo di Gallarate, col Prato ha fatto il suo esordio in maglia granata. Alla Reggiana è arrivato assieme al fratello Alessandro, classe 1998 che milita negli Allievi nazionali.
E' contento dell'esordio?
«Certamente sì. In Lega Pro avevo già disputato qualche partita a Busto. L’esordio con la Reggiana è stato significativo perché arrivato nel girone di andata, spero così di avere delle altre opportunità».
E' in età per la Berretti?
«Potrei ancora giocare con loro ma non ne abbiamo mai parlato, la speranza di restare con la prima squadra perché si impara di più avendo dei compagni di grande esperienza e personalità».
Quali sono le sue caratteristiche?
«Sono un attaccante, diciamo una seconda punta. Sono il classico opportunista d’area di rigore ma amo giocare al fianco di una prima punta».
L’allenatore Colombo in allenamento la schiera spesso in difesa, come mai?
«Mi ha detto che le mie caratteristiche possono essere sfruttate anche lì perciò mi metto a disposizione».
Si sente migliorato?
«I giocatori più esperti mi danno consigli sia sul livello tecnico che professionale»-
C'è sintonia nel gruppo?
«Ci siamo amalgamati bene».
Arriva dalla Pro Patria come molti altri: cosa è cambiato rispetto allo scorso anno?
«C'è ancora l'incognita dell'arrivo di Pietro Vavassori ma c'è ottimismo nell'aria e, di conseguenza, nei risultati».
Com’è stato l'impatto con Reggio?
«Una bella città: penso di essere arrivato in una piazza molto calorosa e vedo tanta gente allo stadio».
Rispetto a Busto?
«La mia ragazza è tifosa della Pro Patria e mi ha sempre raccontato l'umore dei tifosi però a Reggio c'è un attaccamento alla maglia maggiore, quasi un innamoramento che la fa risultare più affascinante per un giocatore».
Come vive questa opportunità?
«Come un’occasione perché è normale puntare il più in alto possibile».
Per arrivare dove?
«Da juventino giocare nella Juve sarebbe il mio sogno».
Non le basta uno stadio come il Città del Tricolore?
«Qualsiasi stadio di serie A regala emozioni, a Reggio c’è una grande atmosfera».
E se il suo primo avversario fosse suo fratello?
«Alessandro è tornato mercoledì dallo stage di Coverciano e dicono che è più forte di me».
Vivete insieme?
«Ci hanno divisi: lui all'Hotel Airone ed io in un appartamento del centro».
Juri Panciroli
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