Conad, pronti gli artigli dopo la strigliata del coach
Volley A2, giallorossi a Cantù (ore 18) per il riscatto e l’operazione sorpasso Giglioli: «Cantagalli ci ha richiamati all’ordine, non lo deluderemo»
REGGIO EMILIA. Un Cantagalli furioso per l'ultimo set svenduto al Vibo dopo due parziali combattuti ha strigliato i suoi ed ora è deciso a condurli a Cantù per tentare il sorpasso sulla Cassa Rurale.
«Ci ha richiamato all'ordine e siamo pronti a ripartire – conferma il centrale Emiliano Giglioli della Conad che alle 18 tenterà di incrementare l'attuale bottino che con i suoi 7 punti da nono posto fa paura alla Cantù dell'ex Ippolito ottava a quota 8. «E' un'occasione ghiotta, dobbiamo approfittare a tutti i costi della classifica corta per uscire da una posizione che non ci sta assolutamente bene.
A disposizione del coach Bazooka tutti tranne Bertoli, ai box per un problema agli addominali, con Tiozzo pronto a giocare in banda insieme a Kody e a farlo con la testa rasata. Dopo le pettinature folli esibite domenica scorsa in Rai visione, nessun'altra stramberia è infatti in arrivo per le tigri: «Se avessimo vinto contro Vibo con Tiozzo e Allesch conciati così sarebbe stato pericoloso perché per scaramanzia, a turno, ognuno di noi avrebbe dovuto sottostare alla tortura, così invece di pettinature assurde non ce ne saranno più…».
Cantù che avversaria è?
«Tignosa perché altalenante come noi, con in più il vantaggio di giocare in casa. Finora però le trasferte non ci hanno trovato impreparati, palazzetti caldi come quello di Tuscania con un tifo acceso ci gasano anziché intimorirci».
Il vostro obiettivo?
«Essere bravi a leggere il loro gioco da subito, senza aspettare il finale di set come spesso ci accade. Hanno un bravo alzatore che riesce a gestire bene tutti i giocatori nelle diverse rotazioni e gli spostamenti a muro non sono scontati».
Allenarsi bene è fondamentale per trovare il ritmo e in queste ultime settimane causa acciacchi non sempre ce l'avete fatta. Questa è stata la volta buona?
«Sì, finalmente abbiamo lavorato tanto e bene, ci voleva una reazione immediata. Il nostro primo dovere è dare tutto in allenamento e in questi ultime sessioni ci siamo riusciti. Anch'io che non essendo più di primo pelo sono spesso alle prese con gli acciacchi al ginocchio, sono riuscito ad allenarmi come volevo».
L'esperienza aiuta a gestirsi al meglio...
«Negli anni ho imparato a dosare le forze per poi poter spingere al 100% in partita, dove l'adrenalina aiuta sempre».
Tecnica e cuore?
«Sì, tutti noi adesso dobbiamo trovare la giusta concentrazione per prendere il ritmo e riportarlo poi in partita con un atteggiamento positivo, senza soffermarci soltanto sugli errori. Oggi a Cantù dobbiamo ripartire in tutti i sensi e siamo pronti a farlo».
Francesca Manini
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