«La presunzione è il nemico più pericoloso»
Il trainer Colombo conta gli assenti e chiede alla squadra una prestazione di grande carattere
REGGIO EMILIA. E' una Reggiana ridotta ai minimi termini quella che oggi va ad affrontare la Carrarese. L'infermeria granata è al limite del "sold out" e mister Alberto Colombo non avrà molti problemi a scegliere l'undici da mandare in campo.
Ha scelto la formazione insieme al medico?
«Purtroppo è così – afferma il tecnico granata al termine della rifinitura che la squadra ha svolto ieri mattina sui campi in sintetico della Reggio Calcio – visto che in questi ultimi giorni si sono infilati alcuni infortuni che non ci volevano. Prima Sabotic con il polso rotto, poi Parola ed infine Brunori che ha accusato un problema proprio nel corso della rifinitura. Questo significa che avremo una panchina molto giovane».
Tre sconfitte ed una vittoria nelle ultime quattro giornate: avete capito chi siete?
«Lo vedremo a Carrara. Non credo che una vittoria possa cancellare tre sconfitte consecutive, così come una sconfitta non poteva cancellare nove risultati utili di fila. Adesso siamo alla ricerca della continuità: non basta una medicina per far guarire il malato. A Carrara dobbiamo prenderne un'altra dose per cancellare definitivamente la malattia».
Insomma, non inciampare subito come lei aveva chiesto dopo la gara stravinta contro il Prato?
«Quello che mi preme è vedere una Reggiana simile a quella vista sabato scorso nel nostro stadio. Quello deve diventare il nostro standard: giocare tutte le partite al massimo delle nostre capacità».
C'è qualcosa che la preoccupa?
«Noi, come al solito. Perché sono state talmente altalenanti nostre le prestazioni da partita a partita ma anche da un tempo all'altro della stessa gara, che dobbiamo trovare una identità. L'identità di gioco l'abbiamo, mi spiego, adesso ci serve anche quella caratteriale».
Ha deciso di dare continuità all'undici visto contro il Prato?
«Abbiamo poche alternative se non nel reparto avanzato».
Le fa paura la Carrarese?
«Mi fa paura il fatto che l'ambiente in generale pensi che queste, guardano la classifica, siano partite facili».
Lei quindi non ha fatto tabelle?
«Non ci penso nemmeno. La Carrarese ha perso due partite, ne ha vinte tre e ne ha pareggiate nove. Significa che è una squadra che perde poco. Quindi se l'affrontiamo con della presunzione non andiamo da nessuna parte».
Ci sarà un mini esodo di tifosi verso la Toscana: quanto vi saranno d'aiuto?
«Un pubblico come il nostro ce l'hanno in pochi. Se poi ti segue anche in trasferta, è come giocare in casa anche lontano dal Città del Tricolore».
Cristiana Filippini
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