Bagatti: "Così ho rilanciato la Correggese"
Il tecnico biancorosso: "Siamo la squadra che a livello dilettantistico ha la miglior media punti-partite"
CORREGIO. Grazie alla vittoria ottenuta in terra ravennate la Correggese si è posizionata al secondo posto a soli due punti dal Rimini. Sembra un dejà vu perché lo scorso anno agli inizi di dicembre la Correggese era seconda a un passo dalla Lucchese. Sarà un caso o ironia della sorte ma anche in questo campionato la formazione di Massimo Bagatti dovrà incontrare la capolista nell’ultima partita dell’anno il 21 dicembre.
«E’ una cosa che avevo notato guardando il calendario – spiega Bagatti – e il caso ha voluto così. Credo invece che si debba stare ancora molto con i piedi per terra e non pensare assolutamente che il campionato sia limitato a noi e al Rimini. Mancano troppe partite e ci sono in ballo troppi punti e tante squadre che nel girone di ritorno diranno la loro».
Certo è che siete reduci da sette vittorie più due di Coppa.
«Questo si e non ce lo toglierà nessuno. Anzi abbiamo guardato i rating di un anno e mezzo di campionato e con grande orgoglio la Correggese è fra le prime con 2,36 punti media a partita, 43 partite vinte, 8 pareggi e 7 sconfitte. Prima di noi sono solo squadre di serie A».
State andando alla grande, mister ha tolto qualcosa dal cilindro?
«Sapevamo di aver allestito una buona squadra ma come ho detto più volte nei mesi scorsi, era una squadra in ritardo sulle altre. I giocatori dovevano capire i meccanismi, amalgamarsi e trovare un assetto. Una volta ingranato i risultati sono cominciati ad arrivare. Non mi sono inventato nulla che non ci fosse già».
Avete trovato un assetto?
«Abbiamo trovato un equilibrio che deve essere migliorato e perfezionato. Abbiamo ancora tanto su cui lavorare. Il bello di questi campionati, dove ci sono parecchi giovani, è proprio questo il continuo mutamento e miglioramento. A luglio hai un gruppo di ragazzi e a maggio hai una squadra. E’ bello vedere che di giorno in giorno costruisci qualcosa e la migliori con il passare del tempo. Alla fine vince quella che cresce meglio e di più».
C’è qualcosa che manca?
«Nella vita si può sempre migliorare. Dobbiamo completare l’organico con qualche giovane in più per dare fiato a chi ha sempre giocato fino ad ora. Poi credo che se ci dovessero delle occasioni per dare più qualità alla rosa il Presidente Lazzaretti ci farà un pensiero».
Fino ad ora qual è l’avversario che le è piaciuto di più?
«Come gioco il Bellaria Igea Marina. E’ venuto a Correggio con tante idee, ha provato a fare gol, ci ha lasciato giocare ma non ha mai mollato un attimo. Hanno corso tanto senza chiudersi in difesa come fa solitamente chi ci affronta. Come organico invece il Piacenza, Este e Delta Porto Tolle hanno tanti ottimi giocatori».
Ha trovato molte differenze fra il campionato scorso e quello attuale?
«Mediamente si è alzato il livello tecnico ma chi era forte lo scorso anno lo è anche ora. Ci sono cinque sei squadre attrezzate per fare bene come c’erano lo scorso anno con la differenza che si può perdere e vincere contro chiunque».
La classifica si è però un po’ spezzata.
«E’ presto. Piacenza e Fiorenzuola sono a nove punti dal Rimini. Nove punti sono pochissimi se si pensa a tutte le partite ancora da giocare».
Mister parlando di lei chi è Massimo Bagatti?
«Una persona tranquilla che quando fa una cosa si impegna per ottenere sempre il massimo. Allo stesso tempo una persona ambiziosa che vuole sempre dimostrare di essere in grado di fare le cose. Di certo non una persona superficiale anzi»
Massimo Bagatti chi è nella Correggese?
«Soprattutto sono l’allenatore della squadra poi cerco di far si che l’ambiente sia sempre sereno. Se si lavora in un clima sereno si lavora meglio e si possono ottenere dei risultati importanti. Alla fine si fa anche un po’ gli psicologi».
Lei parte avvantaggiato visto che lo è. Quanto la aiuta essere uno psicologo?
«E’ un enorme vantaggio lo ammetto soprattutto quando si attraversano dei momenti negativi. Quando bisogna gestire lo stress o anche solo nella normale gestione dei giocatori. Nei rapporti umani con tante persone bisogna essere in grado di estrapolare da loro il meglio per fargli dare il massimo e avere delle conoscenze su come lavora il cervello umano è un vantaggio».
Si ispira a qualcuno?
«No. Ho avuto la grossa fortuna di non aver giocato ad alti livelli per cui mi guardo tutte le partite e cerco di estrapolare il meglio da ogni allenatore poi ci metto del mio»
Sulla scia di Arrigo Sacchi…
«Che per essere un grande fantino non bisogna essere stati per forza un ottimo cavallo. Anche perché un allenatore di calcio deve leggere le situazioni, programmare, trovare soluzioni mentre il giocatore deve giocare e seguire quello che gli dice il mister. Sono due ruoli molto diversi».
Secondo lei qual è la peculiarità di un buon allenatore?
«I dubbi. Più dubbi hai più certezze puoi trovare e dunque migliorarti. Se si parte con tante certezze si fa fatica a migliorarsi. E nella vita bisognerebbe sempre lavorare per migliorare».
Lei ha dubbi o certezze?
«Dubbi, tanti tanti dubbi».
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