«Abbiamo una media punti da sballo»
Serie D, il tecnico Bagatti: «Questa è la vera Correggese ma serve pazienza»
CORREGGIO. Grazie alla vittoria ottenuta in terra ravennate la Correggese si è posizionata al secondo posto a soli due punti dal Rimini. Sembra un dejà vu perché lo scorso anno agli inizi di dicembre la Correggese era seconda a un passo dalla Lucchese. Sarà un caso o ironia della sorte ma anche in questo campionato la formazione di Bagatti dovrà incontrare la capolista nell'ultima partita dell'anno il 21 dicembre. «E' una cosa che avevo notato guardando il calendario - spiega - e il caso ha voluto così. Si deve stare con i piedi per terra e non pensare che il campionato sia limitato a noi e al Rimini».
Siete reduci da sette vittorie di fila più due di Coppa.
«Questo non ce lo toglierà nessuno. La Correggese è fra le prime con 2,36 punti media a partita, 43 partite vinte, 8 pareggi e 7 sconfitte».
Cosa è cambiato?
«Sapevamo di aver allestito una buona squadra ma eravamo in ritardo. I giocatori dovevano capire i meccanismi, amalgamarsi e trovare un assetto».
Cosa manca?
«Dobbiamo completare l'organico con qualche giovane in più per dare fiato a chi ha sempre giocato fino ad ora. Poi credo che se ci dovessero delle occasioni per dare più qualità alla rosa il presidente Lazzaretti ci farà un pensiero».
Fino ad ora qual è l'avversario che le è piaciuto di più?
«Come gioco il Bellaria Igea Marina, come organico il Piacenza, l’Este e il Delta Porto Tolle hanno ottimi giocatori».
Ha trovato differenze fra il torneo scorso e l’attuale?
«Ci sono cinque sei squadre attrezzate per fare bene come c'erano lo scorso anno».
Chi è Massimo Bagatti?
«Una persona tranquilla che quando fa una cosa si impegna per ottenere sempre il massimo. Allo stesso tempo una persona ambiziosa che vuole sempre dimostrare di essere in grado di fare le cose. Di certo non una persona superficiale anzi».
E per la Correggese?
«Sono l'allenatore della squadra poi cerco di far si che l'ambiente sia sereno».
Lo aiuta essere psicologo?
«E' un enorme vantaggio soprattutto quando si attraversano dei momenti negativi. Nei rapporti umani con tante persone bisogna essere in grado di estrapolare da loro il meglio per fargli dare il massimo e avere delle conoscenze su come lavora il cervello umano è un vantaggio».
Si ispira a qualcuno?
«No. Ho avuto la grossa fortuna di non aver giocato ad alti livelli per cui mi guardo tutte le partite e cerco di estrapolare il meglio da ogni allenatore poi ci metto del mio».
Sulla scia di Arrigo Sacchi?
«Per essere un grande fantino non bisogna essere stati per forza un ottimo cavallo».
Qual è la peculiarità di un buon allenatore?
«I dubbi. Più dubbi hai più certezze puoi trovare e dunque migliorarti».
Mara Bianchini
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