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«Diverbio col coach ma è lui a decidere»

«Diverbio col coach ma è lui a decidere»

Cinciarini e lo scambio di vedute con Menetti: Tutto normale

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REGGIO EMILIA. «Una sconfitta non cancella quanto di buono abbiamo fatto finora, ma era un derby e sappiamo di aver giocato al di sotto delle nostre possibilità. Ora sotto con lo Strasburgo».

Come al solito ci mette la faccia, Andrea Cinciarini: dopo la sconfitta con la Virtus invita i suoi ad una prova di valore domani in Alsazia, in una gara molto importante per il futuro biancorosso in Eurocup.

«A Bologna – prosegue il capitano biancorosso – sia noi che i tifosi ci attendevamo un risultato diverso».

Un buon inizio, poi, alla fine del primo tempo tutto è cambiato. Cosa è successo?

«Nei primi 15' abbiamo giocato come dovevamo, difendendo in maniera organizzata, riuscendo a far perdere a Bologna diversi palloni, innescando bene i nostri compagni, costruendo dei tiri aperti per i nostri cecchini. Non per nulla eravamo riusciti a costruirci un margine di dieci punti a pochi minuti dalla fine del primo tempo. Purtroppo non siamo riusciti a capitalizzare questo vantaggio e siamo andati al riposo con soli 2 punti di margine, ma con l'inerzia che era già girata a favore di Bologna».

Nel terzo quarto il parziale decisivo della Virtus...

«Erano entrati pienamente nel derby, ci hanno messo tanta energia in difesa ed a rimbalzo ci hanno strappato tanti palloni importanti. Non siamo riusciti ad arginare la loro ondata».

Cosa vi ha messo in difficoltà?

«Non so esattamente cosa sia successo in quei possessi finali del secondo quarto, ma loro hanno difeso con più aggressività, cambiando sempre e uscendo forte sui nostri pick & roll. Noi abbiamo sbagliato due, tre tiri, loro hanno trovato canestri importanti. Nel terzo quarto poi abbiamo sbagliato diversi tiri comodi».

Nel finale però siete arrivati a -5: lei avrebbe voluto restare in campo?

«In quel momento ovviamente sì, l'inerzia era girata a nostro favore ed eravamo a due possessi da Bologna. È anche normale che io abbia avuto uno scambio di vedute con Max Menetti, sapete come vivo la gara, ma è lui il coach e sta a lui decidere».

Troppi cambi non hanno tolto ritmo a qualcuno?

«Abbiamo giocato in 7-8 per due mesi, facendo bene. E’ normale che ci voglia tempo per abituarsi alle rotazioni a 11-12 giocatori. Con questa frequenza nei cambi forse è più difficile prendere ritmo, ma dobbiamo abituarci».

Tanti canestri da rimbalzo d'attacco lasciati a Bologna: una situazione che si era già vista in Eurocup. Inizia a diventare un problema?

«Siamo una squadra strutturata in maniera diversa da molte altre. Sotto canestro non abbiamo degli americani dal grande fisico, ma la questione dei rimbalzi non riguarda soltanto i lunghi».

In che senso?

«A rimbalzo bisogna andare tutti, anche noi esterni. Non è la prima volta che incontriamo squadre molto atletiche vicino a canestro. Nonostante ciò siamo sempre riusciti a prendere i rimbalzi decisivi e ad aiutarci. Dobbiamo capire perché con la Virtus non ci siamo riusciti».

Quella con Strasburgo è la sfida giusta per riscattare Bologna?

«Dobbiamo resettare tutto e prepararci ad un'altra grande partita. Quella alzaziana è una squadra molto ben organizzata, allenata dal coach della Nazionale di Francia, un team capace di mettere grande pressione in difesa e di togliere ritmo agli avversari».

Che tipo di partita vi aspettate e come la dovrete impostare?

«Dobbiamo prepararci ad una partita a basso punteggio, in cui dovremo muovere tanto la palla, giocando sui 24 secondi e cercando di costruire tiri aperti per i nostri tiratori. Se riusciremo anche a difendere forte, potremo innescare il contropiede, trovando punti facili importantissimi in gare come questa».

Daniele Valisena

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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