«La Reggiana è padrona del suo destino»
Bruccini ha sfatato un tabù: in gol su rigore dopo i quattro errori dagli undici metri
REGGIO EMILIA. La Reggiana a Carrara ha sfatato anche un altro tabù: dopo quattro rigori falliti (Sinigaglia in Reggiana-Ancona 2-1; Ruopolo e Tremolada in Grosseto-Reggiana 0-0 e Alessi in Coppa Italia col Pavia 1-2) è stato Mirko Bruccini a presentarsi sul dischetto. «Nessuna titubanza o paura – ha commentato il centrocampista granata – anche se ho pensato bene di calciare forte, scegliendo anche di alzare la palla. E’ andata bene».
Un rigore che avrebbe dovuto chiudere la partita.
«Il loro gol a fine primo tempo ci ha tolto sicurezze e inconsciamente nella ripresa abbiamo sofferto troppo».
Un gol evitabile con un minimo di attenzione, anche se viziato da un fallo di mano.
«Non c’è dubbio anche se la vittoria ha posto in secondo piano questo aspetto».
Restano i tre punti d’oro e lo splendido approccio alla partita?
«Abbiamo giocato un eccellente primo tempo, andando anche sul doppio vantaggio».
Il segreto è stato di chiudere tutte le linee di passaggio della Carrarese.
«Abbiamo preparato bene questa partita e i tre punti sono importanti per il morale e per la classifica».
Un successo che suona anche come premio ai tifosi che vi hanno seguito in massa.
«Sono straordinari, penso che non ci siano più aggettivi per testimoniare il loro affetto e la loro passione. L’abbraccio finale è stato esaltante».
Si può dire che questo è il vero Bruccini?
«Mi conosco, so che ho bisogno di tempo per trovare una buona condizione e la perfetta intensa con i compagni. E’ bene tenere presente che siamo un gruppo totalmente nuovo».
Soddisfatto della vostra classifica?
«Dopo quindici partite penso che sia oggettivamente realistica. Siamo al quarto posto, a pochi punti da Pisa e L’Aquila e anche l’Ascoli non è lontano. E’ un campionato dove può succedere di tutto».
Da uomo esperto di questo campionato, può dire in tutta sincerità a cosa può ambire la Reggiana?
«Il nostro futuro dipende da noi. Abbiamo le potenzialità per fare bene, se rimaniamo concentrati nulla ci è precluso. Lo abbiamo dimostrato anche nelle partite in cui siamo usciti sconfitti, vedi contro l’Ascoli».
E’ dunque solo una questione di concentrazione?
«Siamo un gruppo giovane e che può avere delle cadute di attenzione e quando ciò accade siamo vulnerabili».
Vedi Teramo?
«E’ così».
A Carrara, però, abbiamo ammirato lo spirito di sacrificio del gruppo.
«Questo non è mai stato messo in discussione. La forza di carattere e la coesione non ci manca, dobbiamo solo giocare al massimo delle nostre potenzialità».
Ora c’è un trittico di partite abbordabili o bisogna pensare solo alla sfida col Savona?
«Non possiamo fare programmi ma vivere il presente, con grande concentrazione e umiltà».
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