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Paganelli confermato dal Bibbiano «Grazie alla società»

Paganelli confermato dal Bibbiano «Grazie alla società»

BIBBIANO. «Siccome in questo momento non sono sulla cresta dell'onda, l'unico modo per far parlare di me era quello di far finta di rassegnare le dimissioni». La prende in modo scherzoso Marco...

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BIBBIANO. «Siccome in questo momento non sono sulla cresta dell'onda, l'unico modo per far parlare di me era quello di far finta di rassegnare le dimissioni».

La prende in modo scherzoso Marco Paganelli, tecnico del Bibbiano/San Polo che – a seguito della quinta sconfitta su cinque partite da quando è alla guida della squadra – aveva rimesso il mandato nelle mani della società. Che ieri ha confermato la fiducia al tecnico: «Questo – dichiara Paganelli – mi ha fatto molto piacere. Tra l'altro, continuo a ricevere attestati di stima nonostante la situazione di classifica sia veramente negativa e questa non è una cosa che accada di frequente. Ma devo anche dire che i dirigenti sono delle brave persone, qui nessuno rema contro».

I numeri però sono questi: cinque partite, zero punti e zero gol segnati; non si può dire che il termometro di Paganelli (subentrato dopo la sconfitta di Rubiera del 26 ottobre) abbia dentro l'argento vivo.

La credeva così difficile?

«Francamente no. Ma devo anche dire che ci sta girando tutto male, a cominciare dagli infortuni che ci stanno penalizzando. La crisi è determinata da un insieme di cose, tra cui anche il condizionamento psicologico che insorge in situazioni come questa».

Come se ne esce?

«Chiaro che , con sei punti dopo quindici partite e l'ultimo posto in classifica, avremmo bisogno di qualche episodio favorevole; anche per una questione di autostima. Se non altro c'è un ottimo spogliatoio, il che rappresenta un ottimo elemento di forza da cui ripartire; la squadra è composta di bravi ragazzi e permane una forte unità di intenti. Poi abbiamo l'opportunità di intervenire sul mercato: la società farà il possibile».

Su quali reparti?

«Abbiamo bisogno di un difensore di personalità e di un attaccante di peso, ma dovremo anche fare i conti col fatto che giocatori importanti come Picchi e Tazzioli hanno chiesto di andarsene altrove».

L'obiettivonon può essere che quello di evitare la retrocessione diretta...

«Ovvio. Dobbiamo essere realisti: centrare i play out credo sia il massimo che potremo ottenere. E ci proveremo».

Dovesse arrivare la retrocessione, a suo parere per questa nuova società frutto di un'importante fusione si tratterebbe di un fallimento?

«Direi proprio di no. Qui si sta operando con equilibrio, non sarebbe un dramma».

Massimo Bassi

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