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«Boom di iscritti: +12% alla maratona di Reggio»

Aldo Spadoni
«Boom di iscritti: +12% alla maratona di Reggio»

Paolo Manelli, presidente della società organizzatrice dell’evento «Il percorso è particolarmente veloce e resta il più gradito dagli amatori»

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REGGIO EMILIA. Lo scandianese Paolo Manelli, cui va dato il merito di essere tra oltre un ventennio cuore e anima della grande crescita del podismo reggiano, è il vulcanico presidente della Tricolore Sport Marathon, la società organizzatrice dell’evento in programam il 14 dicembre prossimo, ed è colui che in prima persona lavora per un anno intero a far crescere questa manifestazione che ha raggiunti livelli di spessore internazionale

Come sta procedendo l’organizzazione di questa edizione della Maratona di Reggio?

«Tutto sembra procedere nel migliore dei modi per un evento che richiede uno sforzo notevole da parte di tutti noi del comitato organizzatore; i diversi tasselli che uniti formano l’evento podistico dell’anno nella nostra provincia si stanno sistemando. Ci sono parecchie cose ancora da fare e sistemare, ma visto il lavoro che tutti noi stiamo facendo quotidianamente, abbiamo la speranza che anche in questa edizione tutto possa andare per il meglio».

L’anno scorso avete registrato 2.387 maratoneti, un numero che vi ha posizionato nella top ten per numero di arrivati tra tutte le maratone italiane (7°), ora come stanno andando le iscrizioni?

«Siamo molto soddisfatti: abbiamo superato già quota duemila e le iscrizioni continuano a giungere numerose; rispetto allo scorso anno abbiamo avuto un incremento del 12 %».

Quali le novità?

«Se tutto andrà come previsto, questa edizione sarà certificata come evento “Ecosostenibile”; per ottenere questo abbiamo riprogettato attentamente tutti i diversi aspetti della gara, dove è stato possibile abbiamo adottato politiche di rispetto dell'ambiente. Una piccola novità è stata apportata anche al tracciato, in quanto nel tratto compreso fra il km 36 e il km 39, si ritorna un po’ all’antico, con il sottopasso che veniva utilizzato fino a due anni fa entrando nel Parco del Crostolo da un ingresso più a monte».

Perché questa maratona è particolarmente apprezzata dagli amatori?

«La maratona è proprio progettata da amatori, sembra una banalità ma è la pura realtà in quanto tutti noi del Comitato e i volontari sono, o sono stati maratoneti, questo particolare probabilmente fa la differenza; sappiamo cosa vuol dire correre una maratona e cerchiamo di fare il possibile per cercare di soddisfare le esigenze degli atleti. Negli anni poi tante scelte a livello organizzativo e si sono rivelate azzeccate basti pensare che l'iniziativa “Ti veniamo a prendere”, partita in forma sperimentale lo scorso anno, quest’anno ha già triplicato il numero di atleti che la utilizzeranno. Il tutto miscelato con la storica ospitalità locale, che vuole che chi partecipa oppure chi segue la gara torni a casa entusiasta; credo poi che sia lampante il cuore e la passione che tutti i volontari mettono in questo evento, ciascuno col proprio contributo».

Tecnicamente la Maratona di Reggio parla di un tracciato ondulato in contrasto con i vari riscontri cronometrici che la definiscono “veloce”, quale la spiegazione che da un grande esperto come lei?

«Verissimo in quanto tanti maratoneti proprio sulle strade reggiane hanno ottenuto il loro record personale, gli esperti hanno formulato a tal proposito tante ipotesi tutte diverse; in effetti l’altimetria della maratona non è certamente piatta, in quanto esiste il “muro del maratoneta” posizionato in prossimità del 30esimo chilometro, la strada poi gradatamente scende sino al traguardo, aiutando così l'atleta soprattutto quando l'acido lattico inizia a farsi sentire nella muscolatura».

Altri motivi?

«La varietà del percorso, che costringe a usare diverse fasce muscolari, quindi lo sforzo viene distribuito in modo diversificato sulle gambe. Ultima motivazione e questa non è certo tecnica, quella che agli amatori piace esprimersi su tracciati non monotoni dove riescono ad esprimersi al meglio e Reggio direi che è uno di questi».

 

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