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BASKET SERIE A

Basile a Reggio con l’Upea «Ma è il mio ultimo anno»

Riccardo Bellelli
Basile a Reggio con l’Upea «Ma è il mio ultimo anno»

Il fuoriclasse cresciuto in biancorosso non finirà la carriera nella “sua” città: «Sarebbe bello però non intendo più spostare la famiglia, smetterò in Sicilia»

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REGGIO EMILIA. Gianluca Basile è stato premiato alla festa dei 40 anni della Pallacanestro Reggiana come miglior giocatore del proprio decennio.

Questo basta per dire che sabato sera sarà proprio lui l'ospite d'onore sul parquet di via Guasco nel match tra Upea e Grissin Bon.

Il suo ritorno al PalaBigi suscita sempre grande emozione tra pubblico, staff e addetti ai lavori, soprattutto a chi ha avuto la fortuna di vederlo all'opera con la maglia biancorossa. Che i8l talento mato a Ruvo di Puglia ma cresciuto cestisticamente a Reggio Emilia ha onorato portando la squadra in serie A e poi ad una semifinale scudetto.

Anche per Gianluca Basile il ritorno a Reggio è sempre un grande piacere, anche al di là del fatto sportivo: «Ritornare lì per me è come fare un viaggio nel tempo. Alcune facce sono cambiate, altre sono rimaste le stesse, ma sugli spalti ci sono ancora tanti amici che ogni volta ritrovo con grandissima gioia».

Che effetto le ha fatto ricevere il premio come uno dei migliori giocatori mella storia della Pallacanestro Reggiana?

«E' stata una bellissima serata, mi sono divertito molto. Ho rivisto i compagni della Juniores che non incontravo da vent’anni. Essere premiato mi ha fatto davvero piacere».

Come si trova a Capo d'Orlando?

«Benissimo, è una città molto vivibile, tranquilla, la consiglio a tutti anche per venirci in vacanza».

Quindi ci sono poche speranze di vederla finire la carriera a Reggio?

«Difficile che accada, per due ragioni: la prima è che questo, penso, sarà il mio ultimo anno di attività; la seconda è che sarebbe un problema spostarmi con tutta la famiglia, penso proprio che questa sarà la mia ultima squadra».

Il suo ruolo all'Upea?

«Rispetto allo scorso anno è cambiato molto. Il livello si è alzato parecchio col salto di categoria. In A2 Gold c'erano solo due americani, il livello era bassino, per un giocatore della mia età andava benissimo. Ora mi trovo davanti squadre piene di americani che hanno una fisicità e un atletismo pazzeschi. Contro Sassari siamo partiti con 10 stranieri in campo. Per gli italiani c'è poco spazio, ormai. Sempre di più ci avviciniamo anche qui ad un basket modello Nba, con tanti uno contro uno e poco gioco di sistema. Sinceramente non è il basket che piace a me, non mi diverto più come prima».

Però ha un buon minutaggio...

«Sì, Griccioli mi dà fiducia e mi fa sentire un giocatore importante per la squadra, ma sinceramente comincio a fare fatica, le gambe non sono quelle di 5-6 anni fa. In ogni caso cerco di dare una mano».

Cosa ci può dire dell'Upea?

«La società ha puntato su 5 italiani e 5 stranieri, tutti già esperti di basket europeo a parte Hunt. Siamo in crescita, contro Sassari abbiamo giocato con un'intensità pazzesca che non avevo mai visto nei mesi precedenti. Fuori casa facciamo ancora fatica, ma se troviamo continuità, ci divertiremo».

Della Grissin Bon che idea si è fatto?

«L'ho vista contro Milano e mi ha impressionato. Nonostante i problemi fisici della squadra, gli italiani hanno saputo dare la loro impronta alla partita. Reggio e Milano mi piacciono perché danno spazio agli italiani. Cinciarini è un giocatore di cui non si può fare a meno ma intorno a lui vedo ragazzi come Mussini, Della Valle, Polonara e Cervi che hanno l'atteggiamento giusto, hanno voglia di arrivare e a Reggio possono crescere perché hanno spazio e solo giocando si può migliorare e diventare cestisti di alto livello».

Che partita si aspetta domani sera?

«Reggio ha perso il derby quindi vorrà rifarsi. Mi aspetto che la Grissin Bon ci aggredisca subito per cercare di chiudere la partita il più presto possibile e gestire poi le energie in vista della sfida di Eurocup di martedi che sarà decisiva. Noi dovremo confermare quell'intensità mostrata contro Sassari giocando più di squadra in attacco».

 

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