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Un reggiano con l’hobby di dirigere le grandi corse

Un reggiano con l’hobby di dirigere le grandi corse

Simone Bettati, 36 anni, è il più giovane italiano abilitato a questa mansione «Ho già coordinato dei rally importanti, nel 2015 punto a quello di Sanremo»

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REGGIO EMILIA. In Italia come lui ce ne sono si e no una trentina. E tutti vanno dai 70 anni in su. Perché per svolgere un ruolo delicato come il suo – dirigere gara automobilistiche a livello internazionale – servono competenze, abilità e soprattutto una passione senza confini.

Simone Bettati, 36 anni, reggiano doc, queste doti pare proprio le abbia ereditate e sviluppate tutte. Tanto che in soli quattro anni ha coordinato un centinaio di corse di grande rilievo: da slalom a prove di campionato italiano di velocità su terra, dal Rally della Sardegna dove ha debuttato sette anni fa, alle storiche e classiche sfide della Valle d'Aosta e del Salento.

«E’ stato mio padre ad avvicinarmi alle gare sulle quattro ruote. Poi ho iniziato un percorso personale di maturazione che mi sta effettivamente regalando soddisfazioni».

Dopo aver appreso i primi segreti da papà Gino (un tempo pilota con discreti risultati) ed aver raccolto il testimone da Sergio Azzali, Simone ha deciso di suddividere le sue giornate fra lavoro e... lavoro. Oltre ad occuparsi delle aziende di famiglia (carrelli elevatori ed engineering) è impegnato a studiare, aggiornarsi, viaggiare continuamente. Un altro lavoro che lo impegna tutti i fine settimana in un ruolo che gli regala gioie ma anche tanti momenti di alta tensione. Attualmente è delegato dalla Federazione Csai per la nostra provincia.

«Ho cominciato come commissario di percorso per l'Aci Reggio – racconta – poi sono stato per tre anni ufficiale di gara e successivamente ammesso ad una fase preparatoria, affiancando quattro diversi direttori che hanno giudicato il mio operato. Alla fine la Federazione Automobilistica Italiana ha valutato i mio curriculum, mi ha sottoposto in sequenza a tre esami scritti e ad uno orale, mi ha accordato due prove di fiducia e, finalmente, mi ha dato il patentino di direttore di gara. E così ho iniziato a svolgere appieno il mio delicato compito».

In che cosa consiste?

«Coordino la fase preparatoria, controllo l'assetto organizzativo, verifico tracciato e tecnologie disponibili; infine accompagno la corsa vera e propria, da quando lo starter abbassa la bandierina sino al traguardo. Solo allora posso riprendere fiato».

Ci sono stati dei momenti storti?

«Sì, proprio quest'anno, quando al Rally di Modena, dopo aver completato indenne 1.500 chilometri di corsa, un concorrente ha avuto un terribile incidente mentre era a soli 10 chilometri dall’arrivo. Una dolorosa fatalità che mi ha fatto soffrire».

Sogni nel cassetto?

«Normale, alla mia età. In primis dirigere la prova storica e modernissima allo stesso tempo del Rally di Sanremo, secondo per importanza dopo il Mondiale».

Come si profila il suo calendario del prossimo anno?

«Ovviamente mi candiderò alla guida delle competizioni che si svolgeranno in territorio reggiano come i Rally Day dell'Amorotto e delle Colline Matildiche oltre che del Terre di Canossa e della 100 Ore classic di Modena. In attesa di essere convocato per il Sanremo e chissà per dove ancora».

Alla festa che l'Aci ha dedicato ai piloti reggiani e di cui riferiamo in questa pagina, Simone Bettati è stato coccolato da tutti, come un campione.

Luigi Vinceti

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