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«Reggio è un’opportunità non una sala d’attesa»

«Reggio è un’opportunità non una sala d’attesa»

Gueye, senegalese 19enne di proprietà della Juve, vuole sfruttare la sua chance «Ovvio che sogno il bianconero ma l’esperienza in granata mi aiuta a maturare»

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REGGIO EMILIA. Un'infermeria affollata significa un cumulo di grattacapi per chi deve allestire la formazione ma anche una grande opportunità per quei giovani solitamente relegati nelle seconde linee. E' stato così per Simone Vernocchi, debuttante nell'ultima gara interna col Prato, stessa cosa per Ahmed Rassoul Gueye, entrato nel finale a Carrara appena un minuto prima che Ruopolo chiudesse la partita. Senegalese classe 1995 è arrivato in prestito dalla Juve nell'operazione che ha portato in bianconero Stefano Barilli, il figlio del presidente, rimasto in prestito alla Reggiana.

Si aspettava quell'esordio?

«Ero emozionato ma l'aspettavo alla grande. Era la mia prima convocazione dopo un lungo infortunio. Colgo l'occasione per ringraziare lo staff medico che mi ha rimesso in sesto e quello tecnico per questa possibilità che mi ha dato».

Che infortunio ha avuto?

«Un problema muscolare alla coscia sinistra, mi ha causato parecchie ricadute ma ora sembra risolto».

Subito dopo il suo ingresso, Reggiana in gol...

«Era un momento della partita un po' difficile e la squadre era tesa ma la fortuna ha voluto che arrivasse questo gol. Io ringrazio i compagni per questo esordio vittorioso».

Si descriva...

«Sono mancino e nasco difensore centrale ma qua, forse per mancanza di un terzino, sono abituato a giocare laterale e mi metto a disposizione del tecnico in quel ruolo».

Passione per il calcio nata in Africa?

«Sì, o iniziato a 7 anni nelle giovanili del Rufisque Football Club, uno dei tanti centri di avviamento del mio Paese. Mi piaceva ed ho continuato».

Quanto ha inciso nel movimento calcistico senegalese il Mondiale del 2002?

«L'emozione di quel Senegal-Francia con la nostra vittoria la provo ancora oggi, per noi battere i transalpini è qualcosa che va oltre il calcio. In particolare la mia stella in campo era Diouf».

I contatti con l'Italia?

«Quattro anni fa sono stato avvicinato da Torino, Padova, Inter e Juventus ma il mio procuratore ha optato per i bianconeri».

Vede la Juve nel suo futuro?

«Io sono un grande estimatore di Andrea Pirlo e spero proprio che possa esserci la Juve. Intanto la ringrazio della possibilità di venire alla Reggiana a farmi le ossa».

Ricorda qualche aneddoto del suo arrivo in Italia?

«Ho avuto la fortuna di entrare subito nelle giovanili quindi non ho vissuto momenti tristi. Tra le cose belle c'è stata la prima chiamata con la Juve di mister Conte, giocatori che avevo visto solo in tivù, un'emozione indescrivibile».

Ha avuto problemi di razzismo?

«Non mi interessa perché sono una persona allegra che si trova bene con tutti».

Quanto tempo è rimasto con la prima squadra?

«Fino ai primi mesi di Allegri quando mi è stata prospettata l'alternativa di Reggio per questa stagione».

Reggio Emilia le piace?

«La città non l'ho ancora visitata perché dopo gli allenamenti sono spesso in casa a riposare. Conosco solo l'appartamento, l'albergo dove mangio e lo stadio».

Lo stadio le piace?

«Stadio e soprattutto i tifosi sono veramente eccezionali e chiedo a loro di non abbandonarci perché ci infondono una grande carica in ogni partita che a noi serve per raggiungere l'obiettivo più grande possibile».

E' stato accolto bene dall'ambiente granata?

«Io scherzo con tutti e tutti hanno una parola per me. Ciccio Ruopolo mi chiama il Nero ed io gli rispondo che è il Bianchino. Sono entusiasta dell'avventura e dei miei compagni e cerco di imparare da quelli più esperti».

Ha rapporti con la Nazionale del Senegal?

«Dopo l'infortunio ci siamo separati ma ho già partecipato a raduni nelle rappresentative giovanili. L'obiettivo è ritornarci quando avrò messo maggiori minuti nelle gambe, nel frattempo sto cercando di assimilare nuove cose seguendo gli allenamenti del mister Colombo che mi sembra una persona molto preparata».

Dunque Juve e Coppa d'Africa nei sogni?

«Speriamo tutte e due».

Domani c'è Reggiana-Savona in campionato.

«Io lavoro per riconquistare ogni volta la fiducia del tecnico e poter scendere nuovamente in campo».

Juri Panciroli

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