Gazzetta di Reggio

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Reggiana, nel mirino il secondo posto

di Wainer Magnani
Reggiana, nel mirino il secondo posto

Vincendo contro il Savona (ore 18) ha la possibilità di agganciare L’Aquila e centrare il record di tre successi di fila

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REGGIO EMILIA. Basta guardare la classifica per capire l’importanza dei tre punti in palio oggi (ore 18) contro il Savona: la vittoria della Reggiana vale il secondo posto.

Tutto questo è possibile in virtù del pareggio dell’Aquila a Forlì e della sconfitta del Pisa a Pistoia negli anticipi di ieri pomeriggio. Con un successo i granata sono nelle condizioni di scavalcare il Pisa (26 punti) e agganciare l’Aquila (28 punti) al secondo posto. E’ però anche vero che alle spalle dei granata c’è grande pressione, vedi l’aggancio della Pistoiese e del Pontedera o l’ascesa del Tuttocuoio. In pratica, non si può sbagliare. Motivazioni che bastano e avanzato ma se vogliamo arricchire il “piatto” si può chiamare in causa la volontà di ripagare l’affetto dei tifosi, infilare la terza vittoria di fila e stabilire un piccolo ma significativo record stagionale.

Pensando alla sfida con il Savona il primo pensiero che affiora è per un uomo e un giocatore che ha lasciato una traccia indelebile: Paolino Ponzo. Impossibile dimenticare il suo messaggio d’umanità ma anche e soprattutto la sua tenacia nell’affrontare la vita e la professione. Oggi il pubblico reggiano, ne siamo certi, gli tributerà un lungo e caloroso applauso.

La Reggiana ha quattro angeli in Paradiso: il tenace Paolino Ponzo, il grintoso Massimiliano Catena, l’estroverso Paolo Perugi e il machiavellico Sandro Vignini. Quattro ragazzi che hanno indossato con onore la maglia granata e che, ne siamo certi, stanno tifando per la Reggiana. Ci piace immaginarli come hanno vissuto in granata: correndo sulla fascia senza mai un attimo di tregua.

Tenacia, forza d’animo, aggressività e genialità sono anche le caratteristiche di questa Reggiana di Alberto Colombo che più che pensare agli avversari deve interrogarsi su ciò che Ruopolo e compagni vogliono fare da grandi. Sì, perché se la Reggiana scenderà in campo come ha fatto a Carrara oppure con il Prato, non ci sono avversari che possano reggere il confronto ma se arretra il baricentro nella sua metà campo, abbassa l’intensità e concede gli avversari il pallino del gioco, allora diventa vulnerabilissima.

E’ logico che a parole viene facile indicare a Siega e compagni la strada da seguire ma il complicato è far seguire i fatti ai buoni propositi. E’ questa la vera missione del tecnico Alberto Colombo ma anche dell’ambiente reggiano. Il discorso non può che scivolare sulla passione e l’attaccamento dimostrato dai tifosi granata nelle partite giocate al Città del Tricolore, così com’è ancora ben presente negli occhi e nelle orecchie l’immagine di Carrara, con la curva Sud trasferita allo stadio Dei Marmi. Oggi sarà ancora più travolgente l’incoraggiamento del popolo granata.

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