I granata si scoprono una macchina da gol
Ne segnano 12 in tre partite e con dieci uomini diversi
REGGIO EMILIA. Cosa è successo alla Reggiana?Da tre sconfitte consecutive (Gubbio, Ascoli e Teramo) a tre vittorie di fila: Prato Carrarese e Savona. Un piccolo record stagionale che non accadeva dall’aprile 2012 sotto la gestione Mangone.
Dal peggior attacco del girone al quarto reparto più prolifico con 21 reti e di queste ben 12 nelle ultime tre partite (9 in casa): 4 al Prato, 3 alla Carrarese e 5 al Savona.
Era e resta una delle difese meno battute con 10 gol subiti, solo l’Ascoli ha fatto meglio con otto reti incassate.
I numeri dicono che la Reggiana, al secondo posto in classifica, ha tutte le credenziali per potersi porre come antagonista dell’Ascoli per la promozione in serie B. Forse non sarà così, perché questa Reggiana non è stata costruita per vincere il campionato ma c’è una verità insindacabile: se Maltese e compagni giocano il loro calcio, con la giusta intensità, possono mettere sotto qualsiasi avversario.
Ma c’è di più. Il cannoniere granata è Ruopolo con 4 reti poi segue Siega con tre e altre otto goledor. Ieri sono andati a segno cinque giocatori diversi. E’ questa la forza di questa squadra che non ha un bomber come Arma o Bocalon ma tanti uomini in grado di poter firmare il gol partita. Questo perché la Reggiana punta ad andare in gol attraverso un calcio manovrato, fatto di possesso palla e finalizzazioni con gli esterni. Un uomo fondamentale di questo tipo di gioco è proprio il centravanti Francesco Ruopolo che gioca alla Totti. Nessun paragone, sia chiaro ma Ruopolo gioca da “finto” centravanti per mandare in gol i compagni. Ieri ne ha dato un’ampia dimostrazione perché in tutte le azioni che hanno portato Siega e compagni in gol c’è il suo zampino. Poi capita che si ricordi di essere anche un bomber e così a Carrara firma una doppietta e ieri ha colpito il palo.
E’ vero che la Reggiana è costretta a giocare in questo modo perché non può pensare di difendere e ripartire. I centrocampisti non hanno chili e centimetri per permettersi questo tipo di atteggiamento, tanto meno la difesa ma è la forza della squadra granata. E diciamo la verità anche la filosofia del tecnico che ama un calcio propositivo e non di attesa.
Il rovescio della medaglia lo conosciamo bene: quando la Reggiana cala d’intensità, pensa a gestire la partita si consegna agli avversari e spesso si complica la vita. Poi è vero che la rosa è ristretta, anche per i tanti infortuni ma nell’emergenza emergono dei giovani interessanti come il difensore Gueye, un ragazzo che ha personalità anche se ancora poco disciplinato.
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