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REGGIO EMILIA. E’ difficile non esaltarsi dopo aver visto la Reggiana rifilare la “manita” al Savona. Bisogna contare fino a dieci per ritrovare equilibrio e serenità, ciò che alla Reggio sportiva è...

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REGGIO EMILIA. E’ difficile non esaltarsi dopo aver visto la Reggiana rifilare la “manita” al Savona. Bisogna contare fino a dieci per ritrovare equilibrio e serenità, ciò che alla Reggio sportiva è sempre mancato in questi anni.

Sì, perché il difetto dell’ambiente reggiano è sempre stato quello di esaltarsi con estrema facilità dopo una vittoria e allo stesso modo di deprimersi al primo passo falso. E’ doveroso, quindi, prendere questo rotondo successo per quello che vale: tre punti, il secondo posto e una squadra che ha ritrovato la sua identità di gioco. Già, la capacità di giocare a calcio, di fare possesso palla, di arrivare al gol attraverso azioni manovrate. Questo è il valore aggiunto.

L’aspetto che invece merita di essere esaltato, è la figura del tecnico Alberto Colombo che ha avuto l’onestà intellettuale di mandare in campo Beppe Alessi, con tanto di fascia di capitano, chiedendo alla società di rinunciare al 25% dei contributi per i giovani. Una straordinaria coerenza (oltre alla perfetta disamina del match) nell’applicazione del suo principio che gioca chi merita.

Da pelle d’oca, invece, quando tutto lo stadio si è alzato in piedi per applaudire l’uscita di Beppe Alessi dal campo, così come da libro cuore il caloroso abbraccio tra il capitano e lo stesso allenatore granata. Un gesto sincero e pieno di significato che vale più di ogni altra vittoria. Colombo ha dimostrato con i fatti di meritare la stima del suo gruppo e dei reggiani. (w.m.)

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