«Quando conta sappiamo tirar fuori il nostro meglio»
La guardia Della Valle sul decisivo duello con Saragozza «Ci proveremo sino in fondo a non uscire dalla coppa»
REGGIO EMILIA. «Dopo due sconfitte non da Pallacanestro Reggiana ci voleva una vittoria. E adesso ci proviamo in Eurocup, senza pensare ad altro».
E’ contento per la vittoria interna sull’Upea, ma già concentrato sull’ultimo assalto europeo Amedeo Della Valle, migliore in campo sabato sera con Capo d’Orlando. Il ritmo è serrato, e domani già si torna in campo a Bologna.
Arriva Saragozza, e domenica andate a Venezia per il primato. Molte cose in testa?
«Noi per adesso pensiamo solo ed esclusivamente a Saragozza. Certo, guardiamo i risultati delle altre in campionato, ma la testa è in coppa».
Dove siete al dentro o fuori. Con che spirito ci andate?
«Quest’anno credo che il nostro meglio lo abbiamo dato proprio nelle gare più importanti, quindi sono fiducioso».
Qualche esempio?
«Con Roma e con Milano abbiamo risposto alla grande. E ci proveremo anche in Eurocup, sino in fondo».
Nessun pensiero sul primato e su Venezia?
«Prendiamo una gara alla volta. Ed è ancora presto, adesso dobbiamo solo concentrarci sulla nostra crescita».
A questo proposito, con Capo d’Orlando avete reagito di grinta. Contento?
«Dopo due sconfitte non da Pallacanestro Reggiana, due partite “neutre”, ero molto arrabbiato, con me e con i compagni».
Come le avete affrontate?
«Ne abbiamo parlato in allenamento, abbiamo capito che dovevamo muovere bene il pallone, altrimenti sarebbe stato complicato».
Cosa intende?
«Dobbiamo essere un gruppo, essere focalizzati sul giocare insieme, non sull’uno contro uno. Ci deve essere entusiasmo per un’azione collettiva, più che per una individuale».
E’ l’unica via?
«Se vogliamo diventare grandi sì, in Europa si gioca un altro basket e si vede».
In che senso?
«Magari in Italia in qualche gara bastano le doti individuali, le qualità, ma in Europa non si vince, senza collettivo, credo sia chiaro».
E’ il prossimo passo?
«Sì, è quello che dobbiamo fare per compiere davvero il salto di qualità».
Torniamo in Italia, per chiudere. Un parere su Capo d’Orlando?
«Devo dire di essere stato colpito positivamente da loro, sono una squadra magari senza grande tecnica ma tosta, fisica, che va fortissimo a rimbalzo e brava nell’uno contro uno».
Adriano Arati
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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