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«La scelta di Colombo? Nel calcio c’è bisogno di meritocrazia»

di Wainer Magnani
«La scelta di Colombo? Nel calcio c’è bisogno di meritocrazia»

Il dg granata Raffaele Ferrara: «L’ho portato alla Reggiana perché ho visto come lavora sul campo Non c’è un caso Tremolada, anzi: lui può farci fare il salto di qualità ma deve essere concentrato»

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REGGIO EMILIA. «Per me Alberto Colombo non è una sorpresa» rimarca con orgoglio il digi granata Raffaele Ferrara.

Eppure era un allenatore che aveva un solo anno di esperienza alle spalle con la Pro Patria, portarlo alla Reggiana poteva essere un rischio.

«Nel calcio c’è bisogno di meritocrazia. Colombo lo avevo visto lavorare sul campo, l’ho potuto seguire da vicino, confrontarmi con lui ed ero certo della scelta. Con tutto il rispetto con chi l’ha preceduto».

Reggio è una piazza esigente.

«Lo sapevo, mi era stato detto ma la scelta era proprio di mettere in panchina un allenatore come Colombo in grado di far giocare bene la squadra e di divertire il pubblico».

Così è stato.

«Questo è ciò che ci grafica maggiormente».

Com’è il giorno dopo una vittoria così roboante?

«E’ stata una buona partita, divertente».

La solita domanda: dove iniziano i meriti della Reggiana e cominciano i demeriti del Savona?

«C’è stata tanta Reggiana e poco Savona ma per merito nostro dato che l’inizio di partita è stato travolgente.».

Colombo ha sottolineato che la Reggiana ha commesso lo stesso errore di Carrara.

«E’ vero, sul 2 a 0 ci siamo addormentati ma poi il secondo tempo è stato esaltante. Lo sappiamo: noi per essere bravi dobbiamo sempre andare a mille all’ora. Non ci possiamo concedere pause».

Questa volta è andata bene, vedi il gol annullato a Scappini.

«E’ così ma ho visto una bella Reggiana».

Dopo 16 giornate la classifica è veritiera?

«Il nostro secondo posto non è casuale, così come credo che meritiamo tutti i punti che abbiamo in classifica. L’episodio può esserti favorevole per una o due partite ma non per sedici».

Quindi è una Reggiana da secondo posto?

«E’ stato fatto un buon lavoro a monte ma si può migliorare».

Come?

«Nella cura dei particolari ed evitando cali di tensione».

E il mercato?

«C’è tempo. Abbiamo sempre detto che la società è disposta a fare altri sforzi».

Con una vittoria venerdì a San Marino la Reggiana tornerà capolista.

«Se pensiamo questo sbagliamo. E’ un errore che non dobbiamo commettere: pensare che la vittoria è scontata».

Testa bassa e pedalare?

«Non possiamo permetterci di essere presuntuosi. Se non entriamo in campo con il giusto approccio possiamo perdere contro chiunque».

La Reggiana prima era la meno battuta del girone ma difettava in attacco, ora anche il reparto offensivo è da primi posti. Cosa è successo?

«Il primo aspetto è che abbiamo attaccanti (Ruopolo ndr) che hanno trovato la giusta condizione fisica; il secondo è legato agli automatismi sempre più collaudati».

Dieci uomini in gol, c’è un segreto?

«I nostri centrocampisti sono portati ad inserirsi per andare al gol. Nulla di strano, anzi sono tutti destinati a superare i 5 gol a testa».

Se però Siega si mette anche a fare gol sarà difficile trattenerlo alla Reggiana.

«Sì, l’ammetto, è un problema».

C’è un caso Tremolada?

«Assolutamente no. Tremolada è il giocatore che per qualità tecniche e fisiche ci può far compiere un salto di qualità a patto che sia sempre concentrato».

Colombo contro il Savona l’ha spedito in panchina.

«Significa che in settimana ha visto meglio Alessi».

La società ha rinunciato a dei soldi.

«L’ho detto e lo ripeto: le scelte tecniche prevalgono su questi calcoli. C’è un equilibrio e poi non siamo tanto superiori alla media».

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