Gazzetta di Reggio

Sport

«Bologna è una scelta che rifaremmo»

«Bologna è una scelta che rifaremmo»

Paterlini promuove il PalaDozza: «I dati sul pubblico sono gli stessi della scorsa stagione al Bigi in Eurochallenge»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «La sorte ci voleva fuori dalla coppa. Troppi infortuni, la vera Grissin Bon non l'abbiamo mai vista». Così il presidente Ivan Paterlini commenta l'eliminazione dall'Eurocup.

Non sono passati neanche dieci di mesi da quando cinquemila reggiani invadevano il PalaDozza per accompagnare la Pallacanestro Reggiana nel suo primo, storico trionfo continentale: l’Eurochallenge. Martedì invece, di fronte a duemila sostenitori reggiani, si è giocata l'ultima gara italiana nel cammino europeo della Grissin Bon che la settimana prossima chiuderà a Bonn la sua avventura. Due momenti che appaiono ora lontanissimi, ma segnano anche la differenza tra quella che è chiamata la Piccola Eurolega e l'Eurochallenge, nonché il solco che divide il campionato italiano dal livello dei migliori club europei.

«Purtroppo questa nostra avventura – non si è conclusa come quella dello scorso anno – prosegue il presidente – noi eravamo partiti con l'idea, se non di ripetere il cammino dell'Eurochallenge, di di andare abbastanza avanti».

Invece è arrivata l'eliminazione al primo turno. Delusi?

«Dispiace soprattutto perché non abbiamo mai potuto vedere la squadra che avevamo progettato».

Si riferisce agli infortuni?

«Sì. Siamo stati colpiti da una serie di infortuni incredibile. Alcune delle patologie riscontrate ai nostri uomini sono problemi da giocatori di hockey o pugili, infortuni rarissimi. Diciamo che la sorte non ci voleva in Europa».

Bologna stavolta non vi ha portato bene...

«In fatto di infortuni abbiamo già pagato dazio anche per la prossima stagione».

L'esperienza di Bologna come la giudica? Rimpiange un po' il calore del PalaBigi?

«Ci siamo trovati benissimo. Per quanto riguarda il numero di spettatori, portare tutte le sere, in mezzo alla settimana, duemila reggiani a Bologna non è un brutto risultato, tutt'altro. Anche perché non credo che a Reggio sarebbe andata in maniera molto diversa».

In che senso?

«Anche pensando a quanto pubblico è venuto al PalaBigi lo scorso anno in Eurochallenge, siamo sulle stesse cifre».

Guardando indietro, rifareste questa scelta?

«Di sicuro. Oltre alla cornice prestigiosa ed ai problemi con i requisiti del nostro impianto, la scelta era nata anche per lanciare un segnale sul tema del nuovo palasport. Purtroppo siamo ancora allo stesso punto, lontani dalla soluzione».

Tra una settimana, salutata l'Europa, vi resteranno solo campionato e, presumibilmente, Coppa Italia.

«In campionato dobbiamo rimanere concentrati: anche se siamo dove volevamo essere, restano da affrontare molte sfide difficili e non sarà facile mantenere questo rendimento, ma dobbiamo provarci».

La Coppa Italia diventa un obiettivo?

«Sì. Li avevamo messi tutti in fila: prima di tutto mantenere la categoria, poi raggiungere i play off, quindi la Coppa Italia ed infine superare il primo turno di Eurocup».

Questi sono giorni decisivi per Darjus Lavrinovic, il grande assente dell'Eurocup.

«Peccato, la squadra era stata costruita pensando a lui in mezzo all'area. È vero che Ksystof è il gemello, ma non giocano proprio allo stesso modo. Darjus ci avrebbe garantito una presenza diversa".

Contate su di lui per i prossimi mesi o avete già un occhio sul mercato dei lunghi?

«Ci contiamo eccome. Lo abbiamo aspettato tanto, ora vogliamo vederlo in campo».

Daniele Valisena

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google