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«Reggio ci dirà quanto vale Venezia»

«Reggio ci dirà quanto vale Venezia»

Carlo Recalcati, coach della Reyer: «La Grissin Bon è un passo più avanti rispetto a noi nel percorso di crescita»

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REGGIO EMILIA. Dopo anni difficili a Montegranaro dove ha fatto miracoli in condizioni disperate, finalmente Carlo Recalcati può guidare una squadra senza problemi economici che gli permette di lavorare al meglio.I risultati si sono visti subito: la sua Reyer guida la classifica con 8 vittorie e 1 sola sconfitta.

Dopo un periodo con qualche difficoltà nonostante i roster importanti, Venezia torna a sognare. Come ha fatto?

«Tutto nasce da una programmazione con la società che è seria e vuole fare bene. Dopo il primo anno in A con i play off, c'è stato qualche alto e basso ma in estate abbiamo cambiato tutto; cercando di porre le basi di un gruppo che possa dare continuità e crescere nel tempo, con pochi inserimenti aggiuntivi».

Il primo posto è la logica conseguenza?

«Non ci aspettavamo un risultato così brillante subito ma ben venga. Ricordiamoci però che siamo solo all'inizio di un percorso noi , non puntiamo allo scudetto. Quello che a me interessa sono le otto vittorie conquistate: dimostrano che il lavoro porta frutti e va nella direzione giusta».

Su quali basi ha costruito la squadra?

«Ho cercato di basarmi su un gruppo di giocatori che già si conoscesse ed avesse una certa mentalità ed un certo modo di lavorare, così abbiamo preso diversi elementi da Siena. Io ho cercato di portare la mia esperienza e condividerla con i giocatori così come ho attinto dalle loro».

Il gruppo senese quanto sta pesando in questi successi?

«Ha portato una bella mentalità, sono professionisti abituati a vincere. Hanno un buon metodo di lavoro e sono da esempio per gli altri».

Come Menetti sta cercando di lanciare anche dei giovani, vedi Ruzzier e Ceron.

«Abbiamo iniziato la stagione con uno straniero in meno proprio per dare spazio a questi ragazzi. Per entrambi è la prima esperienza in A, devono avere il tempo di lavorare e crescere ma stanno rispondendo bene. Ruzzier è partito bene, Ceron ci ha messo un po' di più ma è in forte crescita».

Quanto conta questa sfida al vertice considerato che non siamo nemmeno a metà stagione?

«Conta perché anche se la vetta è arrivata un po' inattesa, ci stiamo bene e vogliamo restarci il più a lungo possibile. Giocando in casa dovremo dare il massimo per offrire ai tifosi la gioia della vittoria e poi scontrarsi con Reggio è un buon modo capire quanto siamo competitivi».

Ci sarà un ambiente molto caldo?

«Il nostro è un palazzetto piccolo e il pubblico si fa sentire. Devo dire che abbiamo tifosi molto corretti che sanno apprezzare le qualità degli avversari e applaudirli. C'è grande attesa per questa partita».

Cosa dovrete temere della Grissin Bon?

«Menetti ha una squadra molto completa. Oltre ai nomi famosi ci sono ragazzi che giocano già in modo sfrontato. Penso a Mussini che è il più piccolo ma gioca con la faccia da veterano. In più tatticamente il vostro allenatore ha la possibilità di fare molte variazioni durante la gara. Ad esempio giocare con un intimidatore da area come Cervi, o puntare su un giocatore che può giostrare sia dentro che fuori come Lavrinovic. Dovremo essere bravi ad adeguarci ai diversi quintetti della Grissin Bon».

Riccardo Bellelli

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