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Reggiana mai vittoriosa contro le grandi

di Wainer Magnani
Reggiana mai vittoriosa contro le grandi

Il tecnico Colombo: «Non siamo stati costruiti per la serie B, a volte paghiamo tutte le nostre inesperienze e insicurezze»

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REGGIO EMILIA. «Non siamo stati costruiti e non siamo maturi per puntare al primo posto». E’ questa la dura ma legittima considerazione stilata dal tecnico Alberto Colombo dopo la sconfitta a San Marino.

Una presa di coscienza che nasce anche da un elemento oggettivo e che prescinde dalla partita di San Marino: la Reggiana non ha mai vinto contro le prime delle classe. E’ stata sconfitta dall’Ascoli, ha pareggiato con Pisa, Grosseto, L’Aquila e perso a Teramo. Risultati che dimostrano come, in effetti, la Reggiana non è all’altezza delle prime ma del resto non è stata costruita per puntare alla serie B.

«In alcuni ruoli decisivi – prosegue l’analisi l’allenatore granata – siamo carenti di uomini con personalità, senza dimenticare che avere una rosa ristretta, alla lunga si fa sentire. L’esperienza, in determinate situazioni, conta molto. Forse per questo abbiamo fatto più di quello che ci era stato chiesto».

Non si può dire che Colombo abbia torto, anche se resta il fatto che la Reggiana non può perdere a San Marino in quel modo, subendo cinque gol. C’è indubbiamente stato un peccato di presunzione da parte della squadra e anche del tecnico che è ricaduto nell’errore di modificare il suo assetto tattico. Una scelta che si è potuto permettere contro il Savona ma quando è necessario puntare anche sulla fisicità, è un elemento di fragilità che fa la differenza.

«Anche quando siamo andati al riposo in vantaggio per 3 a 2 abbiamo conservato la nostra fragilità, senza mai dare la sensazione di poter gestire la partita, come sappiamo fare se siamo padroni del campo. A San Marino non abbiamo interpretato lo spartito che solitamente interpretiamo in casa. Per slancio abbiamo continuato ad attaccare, forse con un peccato di generosità, forzando le giocate. Una squadra esperta e matura avrebbe controllato il match e con pazienza chiuso la partita. Siamo una squadra che fatica a reggere le pressioni, più interne che esterne o comunque a condurre un campionato sempre al vertice».

C’è anche un altro elemento che Colombo pone in evidenza: il diverso atteggiamento della Reggiana in trasferta rispetto alle prestazioni offerte al Città del Tricolore. «Siamo diversi: in casa giochiamo a mille all’ora, con forza e convinzione dando sempre una dimostrazione di forza. Merito certamente del fattore tifo ma anche di una diversa convinzione dei giocatori. In casa abbiamo la giusta cattiveria. E’ una questione di mentalità che non è da prima della classe. Essere sottovalutati è un vantaggio, mentre ora tutti gli avversari contro di noi hanno maggiori motivazioni per cercare di batterci».

Inutile dire che a San Marino l’aspetto rilevante è stata l’incapacità della squadra di sviluppare la solita organizzazione difensiva. Colombo pone anche un altro aspetto, per certi versi, inedito: gli errori commessi, ad esempio dal portiere Feola, da sempre un valore aggiunto, si sono trascinati per tutta la partita, così come l’inesperienza di Gueye ha inciso nei confronti di chi, come Spanò, ha sempre fatto della sicurezza la sua virtù.

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