«Pronto, sono Parisse volevo farti gli auguri»
Per i 90 anni del presidente onorario dei Diavoli Ovilio Montanari chiama da Parigi il capitano della nazionale che...vorrebbe rivederlo in campo
REGGIO EMILIA. Ovilio Montanari, fondatore del Rugby Reggio nel 1940, venerdì scorso ha compiuto 90 anni e ha festeggiato questo evento con il suo club. Ovilio è un vero e proprio pezzo di storia dello sport reggiano; confermandosi un decano non solo in Emilia, ma in tutto il movimento italiano della palla ovale, oltre cinquant'anni fa è tornato alla sua città dopo essere stato fatto prigioniero sul fronte slavo da parte dei tedeschi. Così è finito in Germania dove la manodopera straniera veniva utilizzata nell'industria bellica. Alla fine della guerra, Ovilio torna in patria ed oltre al lavoro, che occupa un posto importante nella sua vita, si dedica al rugby, con l'aiuto dell'amico Giuseppe Sessi, ex Nazionale. Pilone di livello, Ovilio Montanari riversa tutte le sue energie nel far sì che il club rossonero riesca a crescere ed affermarsi sul territorio locale e non solo.
«Quando cominciammo a giocare non eravamo neanche 15 atleti - racconta -. Oggi vedere tutta questa gente che si è avvicinata alla palla ovale e che continua ad avvicinarsi al rugby è una grande soddisfazione per me».
Il riconoscimento più alto però per il fondatore dei Diavoli è arrivato da Parigi venerdì mattina quando a fare gli auguri al presidente onorario è stato il capitano della nazionale italiana Sergio Parisse.
«Mi ha fatto gli auguri di buon compleanno, dicendomi “Cento di questi giorni“ - spiega, ridendo, Montanari -. Ci siamo visti qualche anno fa a Roma in occasione di un incontro della nazionale maggiore. Poi venerdì ha visto sul profilo di Facebook di mio figlio Paolo che era il mio compleanno e allora ha pensato di chiamarmi di persona per porgermi i suoi auguri personali. Ha aggiunto che spera di rivedermi sul campo… Magari... Ma non come giocatore, questo non penso di riuscire a farlo. Per me, come per ogni rugbista o appassionato di questo sport, ricevere gli auguri da Sergio Parisse che non è solo il capitano della nazionale, ma è uno dei giocatori più forti al mondo, è un’emozione formidabile. E’ stato un momento molto forte per me, che mi ha fatto apprezzare ancora di più questo sport e i valori che porta in tutto il mondo».
«Ho ricevuto anche altri auguri molto graditi - continua - tanti amici che ho conosciuto grazie al rugby in questi anni. Moltissimi dall’Argentina come l’allenatore italo-argentino Cipolla. Tanti come lui hanno lasciato Reggio per tornare a casa, ma quasi tutti si sono pentiti. Sicuramente provano del rammarico perché in Italia si vive meglio, ma io credo che una grossa motivazione sia anche perché qui al Rugby Reggio si sta molto bene, è come una grande famiglia e quando si entra a farne parte è difficile poi riuscire a lasciarla».
Ginevra Del Bene Errico
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