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Montanari: «Lucca rappresenta la mia seconda patria»

Montanari: «Lucca rappresenta la mia seconda patria»

REGGIO EMILIA. Se pensi a Reggiana-Lucchese per associazione di pensiero, spunta Marcello Montanari. L’ex tecnico granata è stato una bandiera della Lucchese tanto che nell’anno del centenario è...

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REGGIO EMILIA. Se pensi a Reggiana-Lucchese per associazione di pensiero, spunta Marcello Montanari. L’ex tecnico granata è stato una bandiera della Lucchese tanto che nell’anno del centenario è stato inserito nella formazione ideale di tutti i tempi.

«Lucchese e Bari sono le società dove ho sviluppato la mia carriera – rimarca Marcello Montanari –. Ai toscani sono particolarmente legato, con la maglia rossonera ho giocatori per sei stagioni, conquistando anche una promozione dalla serie C alla B».

Lei segna un gol all’anno e sempre contro la Reggiana.

«E’ vero. Con la maglia della Lucchese credo di aver realizzato tre gol e tutti contro la Reggiana. I granata erano il mio portafortuna».

La Lucchese non è riuscita a rinverdire i fasti d’un tempo.

«E’ sempre un problema di disponibilità finanziarie. Oggi è sempre più difficile trovare chi mette soldi nel calcio».

Il suo presidente è stato Maestrelli?

«Maestrelli e Grassi sono i massimi dirigenti che hanno fatto la storia della Lucchese».

Si sente ancora molto legato alla Lucchese?

«Ho tanti amici e per un periodo ho preso anche casa a Lucca perché penso che sia una bella cittadina dove si vive bene. Lucca è la mia seconda patria».

Domenica la Reggiana è obbligata a vincere.

«A dire la verità doveva vincere anche a San Marino ma poi il campo ha detto il contrario. Credo che sia corretto vivere partita per partita perché ormai il calcio dimostra che la continuità è una qualità sconosciuta».

Da cosa dipende?

«Forse da un’eccessiva pressione, sta di fatto che i giocatori non riescono a stare sempre sul pezzo. E’ un discorso che vale per la Reggiana come per tutte le società in qualsiasi categoria. Ogni domenica ci sono risultati strani».

Da difensore come si spiega i cinque gol subiti dalla Reggiana?

«A dire la verità sono stati strani anche quelli subiti dal San Marino. Sono quei casi strani dove hai undici occasioni e scaturiscono nove gol. Certo che è difficile vedere una partita con così tanti errori difensivi».

L’ex diesse Massimo Ienca ha affermato che meritava la conferma.

«Un’affermazione che fa piacere perché significa che qualcuno si è ricordato e apprezzato il lavoro svolto. Ma è giusto che la Reggiana abbia fatto un’altra scelta e intrapreso un altro cammino. C’è un nuovo gruppo, con un nuovo staff tecnico».

E’ vero che solo ora ha maturato l’idea di poter allenare anche lontano da Reggio?

«Ho deciso di non andare in un posto tanto per allenare, al buoio o già sapendo a cosa vai incontro. In poche parole non mi va di buttare via il mio tempo per un certo tipo di calcio in cui non credo». (w.m.)

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