Mei: «Attenti, Galderisi non ha mai perso»
«Sogno di indossare la maglia della Lucchese ma so che domenica la Reggiana farà di tutto per riscattare San Marino»
REGGIO EMILIA. Reggiana-Lucchese non sarà solo scontro tra due tifoserie storicamente rivali ma per Massimiliano Mei è la gara che avrebbe sempre sognato. «Mi sarebbe piaciuto averla giocata qualche anno fa, nei cinque anni a Reggio, ma il calendario non l'ha mai proposta. E' la sfida tra la squadra della mia città che tifavo fin da bambino e quella dove ho passato anni importanti della mia carriera di giocatore».
Ora si allena con loro?
«E' stato tutto fulmineo. Il lunedì mi hanno annunciato il taglio, martedì sono tornato a casa, mercoledì sono stato fermo e giovedì ero già in campo con la Lucchese. Ma si tratta di un piacere fattomi dal tecnico Galderisi che quando ha bisogno mi chiama sennò resto col preparatore atletico che è lo stesso di quando ero alle giovanili della Lucchese. Poi dottore e staff medico è sempre quello della squadra che andavo a tifare da piccolo, insomma ho trovato un ambiente molto familiar»".
Cosa è successo a Piacenza?
«Eravamo primi ed abbiamo perso tre partita in una settimana, l'ultima con la Correggese da 2-0 a 2-3, ed il presidente si è arrabbiato, ha fatto dichiarazioni dicendo che i giocatori più rappresentativi potevano ritenersi liberi e che a fine anno avrebbe lasciato la società. Ha destabilizzato l'ambiente, i tifosi ed il mister, e dopo una settimana la società ha deciso di tagliare alcuni giocatori con stipendi importanti, tra cui il mio, quindi da un giorno all'altro mi sono trovato senza squadra».
Tutto questo dopo la delusione col Real Vicenza.
«Pensavo di essere uno su cui puntare ancora invece ne hanno tenuti solo un paio e poi il problema dei giovani da inserire, il Chievo che ha portato l'allenatore e dettato alcune regole».
Dopo queste batoste ha ancora stimoli per continuare?
«Sto smaltendo le ultime scorie di Piacenza ma dentro di me c’è la voglia di ripartire».
Torniamo alla Reggiana. La segue ancora?
«I risultati sì ma della mia gestione c'è rimasto poco: Alessi e Parola li ho visti scendere in campo mentre so che Cossentino ha problemi. Ho saputo di Zanetti che ha cambiato mestiere e gli faccio gli auguri».
Pensava di vederla ai vertici della classifica?
«La Reggiana ha sempre fatto campionato altalenanti, nel bene e nel male: l'anno scorso, alla fine, è stato più male mentre quest'anno è partita male poi è arrivata in vetta, si è fermata, è ripartita, insomma non mi meraviglia la posizione attuale».
Da difensore come giudica il reparto visto a San Marino?
«Non ho visto la partita ma quando ho visto il risultato mi è venuta subito in mente quella goleada presa quando c'ero io con le espulsioni di Alessi e Tomasig e la "biondina"».
Che partita vedremo?
«Sarà partita vera perché la Reggiana deve riscattare una brutta prestazione, questa è l'occasionegiusta ma altrettanto farà la Lucchese, conscia di affrontare una squadra forte ma non verrà a Reggio già sconfitta anzi, con Galderisi in panchina, non ha ancora perso».
Verrà allo stadio domenica?
«E' probabile ma già l'anno scorso avevamo fatto una rimpatriata tra ex granata in occasione di Reggiana-Savona».
Mario Macalli è stato sfiduciato.
«Con tutto il rispetto ha fatto qualche danno e mi riferisco soprattutto a queste regole sui giovani che non hanno una logica».
Lei ha scritto: continua a non essere il calcio che sognavo da bambino, cosa significa?
«Se non hai la fortuna di far bene nei primi due o tre anni, o tre anni che ti danno la possibilità di giocare con queste sei finito perché dopo sei già vecchio. Con dieci anni di Lega Pro non riesci nemmeno a pagarti il mutuo della casa».
L'appuntamento è per la partita di ritorno al Porta Elisa, magari con lei in maglia rossonera?
«Sarebbe il più bel regalo di Natale. Magari con la Reggiana già promossa e la Lucchese per tre punti importanti».
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