«Pesavo 120 chili, la corsa è stata la mia salvezza»
Francesca Soli ha vinto la propria sfida concludendo la maratona di Reggio «Attraversavo un periodo buio ma mi sono imposta di non buttar via la vita»
REGGIO EMILIA. C'erano tante emozioni centrifugate insieme nell'urlo liberatorio che Francesca Soli ha lanciato al cielo di Reggio, sul traguardo della sua prima maratona. L’urlo della sfida vinta con se stessa.
«E' difficile spiegare la soddisfazione di quell'attimo - spiega la Soli, moglie di Nando Vescusio addetto stampa della Correggese Calcio - domenica ho chiuso un cerchio, un percorso iniziato due anni fa. Attraversavo un periodo buio, che mi aveva portato a pesare 120 chili e a non avere più stimoli. E' stato immensamente difficile trovare la forza di guardarsi allo specchio ed imporsi di non gettare via la propria vita a 33 anni».
L'iscrizione in palestra e quella scommessa, forse utopia, di correre una maratona.
«Ho iniziato a giugno 2013, con il primo, devastante ciclo di corri e cammina - spiega Francesca Soli - dopo una settimana ero certa che non ce l'avrei mai fatta: però io sono una testarda».
In un’escalation di obiettivi centrati e di bilancia in caduta libera, a -40 chili, Francesca arriva a correre la sua prima mezza in primavera, a Salsomaggiore.
«Gabriele Rossi, il mio preparatore, mi ha presentato la tabella per la maratona a maggio - racconta emozionata - e quel foglio di carta è diventato la mia bibbia. Poi, a novembre, un infortunio alla rotula mi ha tenuta ferma tre settimane, facendomi quasi desistere dal tentare l'impresa».
Come spesso accade, la svolta arriva da situazioni impreviste. «Fino alla settimana scorsa, ero decisa a rimandare. Fino al giorno in cui è venuta a mancare Stefania Tonioni. Un'amica, sempre sorridente. Di lei ho il ricordo nitido di quel cinque che mi diede sul traguardo della mezza maratona d'Italia. Ecco, credo sia stata la sua tragedia a farmi tentare la sorte. Ho corso anche per lei, a Reggio. Per lei, per mio marito e per le mie tre compagne di corsa domenicale, Federica ed Alessandra, che mi hanno accompagnato negli ultimi metri di gara e Giorgia, già arrivata da un po', lì ad attendermi. Al di sopra di tutto, ho corso per me stessa».
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