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La Conad cerca ossigeno nella sfida con la B-Chem

Volley A2, al Bigi (ore 18) i reggiani di Cantagalli affrontano il Potenza Picena Il centrale Di Franco: «Per rialzarci dopo quattro ko va tirato fuori il carattere»

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REGGIO EMILIA. Natale con i tuoi per la Conad Volley Tricolore che alle 18 di oggi affronterà la B-Chem Potenza Picena al Bigi alla ricerca del riscatto perduto da ben quattro giornate, con un unico punto conquistato domenica scorsa a Castellana Grotte.

«Partire a testa alta e giocare con carattere» è la medicina indicata dal centrale Max Di Franco che sprona i suoi a giocarsi il tutto per tutto in questo tour de force natalizio che il giorno di Santo Stefano porterà le tigri a scendere di nuovo in campo in quel di Sora.

Piegare Potenza Picena non sarà facile, i marchigiani al momento sono quarti a 17 punti contro a una Conad che viaggia al penultimo posto con 8 punti pari merito con Brescia, ma non è un buon motivo per non provarci. Il + 4 sul fanalino di coda Alessano e il -4 dalla zona play-off invocano la svolta. Per farlo il coach Luca Cantagalli potrà avvalersi dello starting seven già schierato domenica scorsa con la neo-soluzione Bertoli-Tiozzo in banda e Kody pronto a impegnarsi da opposto. Tutto prestabilito invece dall'altra parte della rete per il coach Gianluca Graziosi che opterà per Partenio al palleggio, Moretti opposto, Casoli e Tartaglione in banda e Diamantini e Polo al centro con Bonami libero.

Di Franco, oggi si vince?

«Come tutte le partite, si vince se ce la giochiamo fin dal primo punto con determinazione. Adesso non siamo nelle condizioni mentali di poterci permettere una partenza in svantaggio pensando di riprendere la gara in corso d’opera».

Cosa sta succedendo?

«Succede che troppe sconfitte di fila con una squadra giovane e non abituata a questi livelli di stress e di gioco, pesano moltissimo ed è difficile rialzarsi».

Non sarà la prima volta che si trova in un'impasse così.

«Con tanti anni di pallavolo alle spalle, ho vissuto campionati di tutti i tipi, dal vertice alle difficoltà di gioco e di carattere. Per ripartire l'unica soluzione è essere duri, testardi e impegnarsi al massimo, così le soddisfazioni arriveranno di certo. Non siamo tra le prime della classe e i nostri giovani hanno bisogno di fare esperienza, ma di certo possiamo fare meglio di così».

Finora non c'è stato molto spazio per lei.

«Ho 36 anni ed è normale, sono in versione chioccia a servizio della squadra. Certo è difficile esprimersi al meglio quando si ha poco spazio ma sono molto sereno e felice di vivere questa esperienza».

Intanto i progetti extra volley procedono a gonfie vele.

«Sì, dopo il premio ricevuto dal Coni per il mio libro “Il bambino che sogna”, una grande soddisfazione, sto lavorando al progetto per il film. La pallavolo rimane il mio primo impegno ma intanto esploro altre strade altrettanto interessanti. E’ un periodo molto positivo».

Francesca Manini

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