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ALBERTO COLOMBO

«Pareggio più che giusto trenta minuti di buon calcio»

«Pareggio più che giusto trenta minuti di buon calcio»

REGGIO EMILIA. Sotto l'albero di Natale la Reggiana trova un solo punto contro la neopromossa Lucchese. «E' stata una bella partita - spiega Alberto Colombo - giocata a viso aperto contro una...

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REGGIO EMILIA. Sotto l'albero di Natale la Reggiana trova un solo punto contro la neopromossa Lucchese. «E' stata una bella partita - spiega Alberto Colombo - giocata a viso aperto contro una squadra che gioca veramente bene a calcio».

Non si poteva fare di piu'?

«Nel secondo tempo abbiamo proposto mezzora di buon calcio creando anche diverse occasioni ma alla fine il pari è più che giusto».

Bisogna abbandonare i sogni di gloria?

«Lo so che il sogno di tutti noi sarebbe quello di vedere sempre la Reggiana giocare come i trenta minuti del secondo tempo e vincere le partite. Ma diamo il giusto merito anche alle squadre avversarie perchè ce ne sono parecchie che sono ben organizzate. Quindi faccio i miei complienti alla Lucchese per la prestazione».

Si è arrabbiato per il gol preso con Ruopolo a bordo campo a farsi medicare?

«Ci abbiamo messo veramente tanto. Era quasi meglio operarlo - scherza Colombo - forse avremmo fatto prima».

Primo tempo di marca ospite?

«Noi non avevamo le giuste distanze. Ossia, volevamo attaccare come facciamo di solito e come abbiamo poi fatto nel secondo tempo. Facendo così arrivavamo facilmente al limite della loro area ma una volta persa palla loro ripartivano veloci sugli esterni per andare poi su Raicevic».

Un brutto cliente.

«A me è piaciuto molto. E' un giocatore molto fisico che spesso però usa anche i gomiti. E molte volte l'arbitro ha chiuso gli occhi».

La Reggiana del secondo tempo invece le è piaciuta?

«Siamo stati più corti, più aggressivi e loro sono calati. Abbiamo fatto noi la partita e forse ai punti avremmo meritato qualcosa in più noi. Detto questo, la Lucchese non ha rubato niente. Anzi, alla fine queste partite se capisci che non le puoi vincere, devi stare attento a non perderle. Le mie sensazioni erano quelle che forse era meglio portare a casa un punticino».

Ha visto una Reggiana un po' in difficoltà negli ultimi quindici minuti?

«La partita si era innervosita per certi falli. E lì non dobbiamo commettere l'errore di farci prendere la mano: lasciamo al pubblico il compito di scaldare l'ambiente. Il nostro compito è quello di rimanere concentrati e di non perdere troppe energie per cose del genere: non ci possiamo fare niente».

Quinto posto in classifica e tre punti dai play-off: l'avrebbe detto ad agosto?

«Ripeto: non siamo costruiti per vincere il campionato. Questo non significa che si vada in campo per perdere o non vogliamo puntare il più in alto possibile. E' logico che siamo contenti ma c'è un pizzico di rammarico per non avere qualche punto in più. All'inizio però forse nessuno pensava che la Reggiana potesse essere lì».

Dal mercato di gennaio potrebbe uscire una Reggiana attrezzata per la serie B?

«Non dovete chiederlo a me. Ci sono delle lacune per qualità e quantità».

Ci conta su qualche arrivo?

«Credo che la società sia disposta a migliorarsi. So con chi lavoro e sono sicuro che se ci sarà la possibilità si farà qualcosa. Purchè sia il prendere pur di prendere. Servono giocatori giusti al posto giusto».

Siamo a fine anno ed è tempo di bilanci: soddisfatto di questa prima parte di campionato?

«Assolutamente. Ma sono contento di vedere l'entusiasmo che si è ricreato nella città nei confronti della Reggiana. Mi fa piacere che la tifoseria si sia avvicinata così tanto alla squadra. Come ho detto quando siamo arrivati primi in classifica, non vorrei deluderli. Questo è il nostro obiettivo. Siamo felici ma vorremmo esserlo ancora di più. Quindi non poniamo limiti. Però visto che quello che avete vissuto negli ultimi anni, credo che questo sia un Natale diverso».

Cristiana Filippini.

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