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Reggiana, punto che va stretto

di Wainer Magnani
Reggiana, punto che va stretto

I granata sprecano troppe occasioni, oltre ai due pali colpiti e ora sono fuori dai play off

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REGGIO EMILIA. La Reggiana non va oltre il pareggio contro la Lucchese. Un risultato che va stretto ai granata anche se non è questo punto che grida allo scandalo ma i tre lasciati sul campo del San Marino.

Il risultato di parità non è corretto per le occasioni create dai granata (due pali) e per il calcio espresso, in particolar modo nel secondo tempo, però non è una beffa. La Lucchese, tutto sommato, se l’è meritato in virtù di un primo tempo molto aggressivo e anche di un’occasione (traversa clamorosa) con Raicevic che avrebbe potuto decretare la sconfitta dei granata. E’ vero che il portiere Di Masi (ex terribile) ha mostrato di essere in giornata di grazia ma è pur vero che Ruopolo e compagni si sono mostrati poco concreti e spietati negli ultimi sedici metri.

La prima considerazione, però, deve essere generale: è stata una bella partita, giocata con grande agonismo e correttezza in campo nonostante l’arbitro Massimi di Termoli abbia fatto di tutto per rovinarla. Chi non è stato all’altezza della contesa è stato il direttore di gara. Un fischietto che non ha fatto danni in termini di risultato ma ha innervosito i granata con decisioni, anzi con mancati provvedimenti a dir poco discutibili. Ma non è stato Massimi di Termoli a decidere la partita, piuttosto il fatto che la Reggiana ha subito il gol di Lo Sicco in inferiorità numerica (18’pt) perché Ruopolo era fuori per una ferita alla testa che i sanitari non riuscivano a suturare. Uno svantaggio durato poco dato che dopo sei minuti (24’pt) è arrivato il pareggio di Spanò che ha rimesso in equilibrio la partita. Ma non era la solita Reggiana perché ha sofferto il pressing a centrocampo della Lucchese e le ripartenze di Ferretti e compagni. Resta il fatto che i granata hanno costruito occasioni in quantità industriale, soprattutto nella ripresa, senza però avere la capacità di trovare la via del gol. A volte è prevalso un pizzico di egoismo, in altre occasioni la malasorte, vedi il clamoroso palo di Alessi (20’ pt) ma soprattutto quello di Andreoni (10’st) con la palla che ha picchiato sulla faccia interna, sul corpo del portiere e poi è rimasta ferma. In mille altre occasioni la palla entra in porta.

La Reggiana avrebbe certamente meritato la vittoria ai punti ma se questa non è arrivata è più per demerito dei granata che per merito della Lucchese anche se – ripetiamo – la squadra di Galderisi ha offerto una prestazione ben superiore alla sua attuale classifica.

Un pareggio che fa scivolare la Reggiana fuori dai play off, al quinto posto. Una posizione di classifica forse inadeguata più per il calcio espresso che per la capacità di mettere sotto le squadre che la precedono.

Il vero patrimonio di questa Reggiana, in effetti, è la capacità di sviluppare un calcio piacevole e con una precisa identità di gioco. Bisognerà ripartire da questo elemento per la seconda parte di stagione.

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