«Sono stato aggredito dai biancorossi»
La rabbia del presidente del Rimini: «Colpo al viso e ingiurie, sporgerò denuncia»
CORREGGIO. Prima la protesta del presidente del Rimini perché i tifosi ospiti erano stati «messi in un campo di fango», poi la presunta risposta del patron della Correggese, che secondo Fabrizio De Meis gli avrebbe risposto «vi abbiamo dato una lezione di calcio, stai zitto e torna a casa». Infine una vera e propria collutazione, terminata con la richiesta di intervento dei carabinieri da parte dei dirigenti del Rimini. Un finale di partita quantomeno caldo, quello che si è disputato fuori dal campo tra i vertici delle due squadre. A riportare la vicenda è De Meis, presidente del Rimini, che una volta raffreddati gli animi fa i complimenti ai giocatori della Correggese ma lancia strali contro i dirigenti. «Faccio i complimenti a chi ha vinto - dichiara De Meis - Quello che invece ritengo inaccettabile è il trattamento che ci è stato riservato come società da quando siamo arrivati con i tifosi messi in un campo di fango come una mandria di pecore dove non c'è stata nemmeno un po’ di accortezza di mettere un po’ di sabbia. Io stesso sono andato fuori a calmare i tifosi con il fango fino al ginocchio quando a fine partita ho commentato al presidente che non ritengo che sia giusto che una squadra ospitante venga trattata in questo modo e mi riferivo alla tifoseria, non ai calciatori. Mi è stato risposto «vi abbiamo dato una lezione di calcio, stai zitto e torna a casa». Ho detto che non parlavo della partita, alla fine del campionato vincerà il migliore. Dopo di che, addirittura, mi sono state messe le mani addosso, anche dal presidente della Correggese, che si è permesso di darmi un colpo al viso. Un altro dirigente mi ha preso al collo e con il gomito mi portava via mentre ho chiesto l'intervento dei carabinieri è uscito fuori un giocatore della Correggese che naturalmente ho identificato. Io non capivo cosa c'entrasse con l'accaduto: mentre chiedevo l'intervento dei carabinieri avevo cinque dirigenti o cinque persone della Correggese addosso. È uscito fuori lui e mi ha detto “Sei un infame che chiami le guardie” ripetendolo quattro cinque volte. È inaccettabile e ci sono i testimoni: faremo denuncia».
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