«Ritiri le accuse o dovrà risponderne»
Serie D, Lazzaretti infuriato con il collega riminese De Meis: «Dice bugie»
CORREGGIO. Il polverone sollevato da Fabrizio De Meis al termine di Correggese-Rimini non si è ancora dissolto. Troppo gravi le parole del presidente romagnolo per passare nel dimenticatoio senza strascichi. De Meis a fine gara si è lamentato per la collocazione riservata dalla Correggese ai tifosi del Rimini (un campo di fango) e per aver ricevuto dal pari ruolo Claudio Lazzaretti una rispostaccia (vi abbiamo dato una lezione di calcio, stai zitto e torna a casa!) ed una manata sul volto.
Lazzaretti è arrabbiato e indignato anche il giorno dopo: «Garantisco in maniera più assoluta che nessuno ha mai toccato il presidente De Meis, le sue affermazioni sono infondate e bugiarde. Dimostra poco stile nel non saper perdere: se insiste con queste accuse dovrà anche rispondere di quello che dice. Penso che la Correggese abbia giocato una bella partita e che queste polemiche non facciano bene al calcio».
IL TECNICO. Massimo Bagatti è soddisfatto: «Abbiamo disputato la partita che avevamo preparato, cercando di regalare il meno possibile. Nel primo tempo abbiamo giocato bene mentre nella ripresa, con un uomo in meno, abbiamo fatto più fatica. Un secondo tempo di grande sacrificio perché non siamo abituati a giocare di rimessa. Nonostante tutto non abbiamo mai mollato anzi siamo partiti in contropiede e realizzato il quarto gol».
Una partita fatta di episodi.
«II primo rigore ci stava, il contatto fra Lari e Torelli c'è stato per cui si poteva dare. Il secondo era netto perché Chiurato è stato atterrato malamente in area. Ammetto invece che la punizione concessaci non c'era. Mi dispiace però che da una grande prestazione, da una bella partita giocata a viso aperto da entrambe le squadre poi si guardino solo gli episodi o quello che accade oltre il campo».
Amareggiato l'allenatore del Rimini, Marco Cari: «Non c'erano né il primo rigore né la punizione. Non vorrei che, visto che la Correggese non è stata ripescata, questo campionato venisse indirizzato per il verso a lei favorevole. Poi ci abbiamo messo del nostro non sfruttando la superiorità numerica ma al comando ci siamo sempre noi».
Mara Bianchini
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