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«Adesso sono ritornato il vero Cincia»

«Adesso sono ritornato il vero Cincia»

Il capitano soddisfatto della prestazione: «Nel primo tempo siamo stati stellari»

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REGGIO EMILIA. Dopo qualche partita sottotono, al PalaBigi si è rivisto il Cinciarini di un tempo, il trascinatore che sapeva dirigere la squadra. Di questo sono felici i tifosi, ma anche il diretto interessato: «Ho avuto un calo fisiologico dopo tre anni che, tra club e nazionale, non mi sono mai fermato. Nelle ultime gare non mi sentivo me stesso, voglio dire che non riuscivo a dare ai miei compagni l’aiuto che volevo e che di solito sapevo fornire. Questo mi metteva molto a disagio. Ora però sono tornato. Non ho il ritmo per i 40 minuti, ma mi tengo stretto il primo tempo di Pistoia sia come prestazione personale che come prova di squadra».

Il segreto del ritorno alla vecchia forma?

«Ho sempre creduto nel lavoro, quindi mi sono allenato duramente. Devo ringraziare Cagnardi che mi ha supportato e anche a Natale è venuto in palestra con me 45 minuti prima dell’allenamento per aiutarmi a fare tiro. Con Pistoia ho iniziato subito forte, pensando che tanto se mi chiudevano le penetrazioni potevo scaricare su due bocche da fuoco come Taylor e Diener. Anzi, su Donell vorrei dire due parole».

Dica pure.

«Ha giocato l’ultima partita davanti al suo pubblico da protagonista. Perdiamo un grandissimo giocatore e una grandissima persona».

Ora subito a Cantù, come vede questa trasferta?

«E’ un partitone. Non tanto per motivi personali, ma perché è un campo molto difficile. Se non scenderemo in campo con la giusta concentrazione e la giusta grinta, rischiamo di fare un altro scivolone stupido come quello di Sassari».

Come valuta la prima parte di stagione?

«La coppa per noi è stata una delusione. Ci ha arricchiti come esperienza ma se ripenso a certe sconfitte… In campionato invece siamo a due punti dalla vetta. Ora cerchiamo di finire in bellezza poi nel 2015, con solo una gara a settimana, niente scuse, dovremo giocare sempre al massimo. E non dimentichiamo la Final Eight».

Riccardo Bellelli

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