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L’ALLENATORE

Colombo: «Soddisfatto viste le premesse con alcuni rimpianti»

Colombo: «Soddisfatto viste le premesse con alcuni rimpianti»

REGGIO EMILIA. Stilare un bilancio di questa prima parte di stagione della Reggiana è abbastanza facile: il giudizio non può che essere positivo. «Soprattutto tenendo conto del presupposto di...

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REGGIO EMILIA. Stilare un bilancio di questa prima parte di stagione della Reggiana è abbastanza facile: il giudizio non può che essere positivo. «Soprattutto tenendo conto del presupposto di partenza – rimarca l’allenatore Alberto Colombo –. La Reggiana è stata una squadra rifondata, con delle perplessità vista l’unione di due gruppi (Reggiana e Pro Patria) che si diceva difficoltoso e di bassa qualità per i risultati ottenuti lo scorso anno. Se teniamo conto di tutto questo mi posso ritenere soddisfatto».

In effetti rispetto alle previsioni è una classifica più che lusinghiera?

«Potrei dire che abbiamo perso per strada qualche punto, però, tutto sommato la classifica è veritiera».

Ha qualche rimpianto?

«Mi viene in mente San Marino, Forlì e Grosseto ma è anche vero che in alcune partite abbiamo raccolto più di quanto meritato, per cui va bene così».

E sotto il profilo del gioco?

«Al Città del Tricolore siamo stati all’altezza della situazione, in trasferta meno. Lontano dai nostri tifosi dobbiamo migliorare l’atteggiamento e le prestazioni».

Gli addetti ai lavori affermano che la Reggiana gioca il miglior calcio del girone.

«Per un allenatore è un grande complimento anche se non so se fino a che punto sincero o interessato».

A volte è un giudizio spassionato.

«Al termine della partita con la Lucchese il dg Giovanni Galli mi ha fatto i complimenti per la prestazione e questo fa piacere anche se è bene rimarcare che i protagonisti sono sempre i giocatori».

Reggiana al quarto posto.

«Così dice la classifica anche se con le prime non abbiamo sfigurato».

Come si può migliorare questo gruppo?

«E’ giusto parlare di gruppo e non di undici».

Serve un esterno destro titolare?

«Alessi si è adattato bene in questo ruolo. In ogni caso è evidente che questo è un ruolo scoperto».

E poi?

«Occorre allungare la panchina per avere delle alternative di qualità».

A volte c’è il rischio di compromettere la compattezza del gruppo.

«E in effetti si deve rafforzare, non stravolgere».

Dipende anche dal modulo?

«E’ anche un discorso legato a chi arriva, alle possibilità tattiche ma il dg Ferrara sa quali sono le mie idee di calcio».

Teme che qualche giocatore voglia essere ceduto?

«Non ho questa sensazione, magari qualche giovane che vuole avere più spazio».

Il riferimento è per De Giosa, Tremolada e Parola.

«Il concetto è sempre uno solo: chi veste la maglia granata deve essere felice e soddisfatto anche se nessuno può sentirsi titolare per diritto divino».

Gennaio sarà un mese complicato con tante voci di mercato.

«L’idea è di mantenere questa ossatura fino a fine campionato». (w.m.)

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