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«Il nuovo lungo? Per ora non siamo sul mercato»

«Il nuovo lungo? Per ora non siamo sul mercato»

Il presidente biancorosso Ivan Paterlini: «Diamo fiducia ai nostri giovani. L’addio a Taylor? Fosse per me lo terrei qui a Reggio sino a fine stagione»

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REGGIO EMILIA. «Per ora l’organico resta questo: non andremo sul mercato per un nuovo lungo». A margine della sfida con Pistoia, il presidente biancorosso Ivan Paterlini sottolinea che il club non tornerà sul mercato.

«Siamo usciti dall’Eurocup - spiega - e dobbiamo risparmiare. Diamo un’occasione ai nostri giovani lunghi e se proprio le cose non dovessero girare al meglio, torneremo a riflettere ma solo alla fine del girone d’andata».

Teso come una corda di violino prima che inizi il match, il massimo dirigente reggiano si agita sulla poltrona al primo canestro (che è degli avversari), rifiata lungamente quando i biancorossi prendono decisamente il largo, chiude gli occhi ai tiri liberi dei giocatori reggiani, salta in piedi quando viene persa malamente una palla in attacco. Alza infine gli occhi al cielo, riconoscente, quando Taylor buca la difesa dei toscani e allora manda un messaggio all’ad Dalla Salda, per sollecitarlo a trattenere a tutti i costi il campione americano.

Allora presidente Donell Taylor resta alla Pallacanestro Reggiana?

«Fosse per me lo terrei sino a fine stagione. Bisogna però vedere se lui aveva già preso altri impegni. Doveva consultarsi con il suo procuratore; aspettiamo una risposta».

Quando si saprà della sua sorte?

«La scadenza è il 29 dicembre. A me andrebbe bene anche se lo dicesse a fine anno».

Lo considera così essenziale per il gioco di Menetti?

«Lo considero indispensabile per farci giocare alla pari di altre squadra e possibilmente per vincere. Questa sera ad esempio, contro Pistoia, è stato determinante. Mi ha fatto ridere quando è andato in attacco spingendo il proprio compagno, Cervi, così come faceva con Brunner. Lo ha fatto avanzare poi è sbucato alle sue spalle, ha tirato ed ha messo dentro: che spettacolo. E poi è importante avere uno come lui a disposizione dato che alcuni nostri giocatori non sono ancora in grado di rientrare e andremmo davvero in affanno se qualcun altro si facesse male».

Non c’era il patron Landi, l’ha avvertito del risultato?

«Ovviamente gli ho già mandato un messaggio con il telefonino al fischio della sirena finale: è in ferie con la famiglia. Domani tocca a me: guarderò la prossima trasferta in streaming».

Come ha vissuto la gara con la formazione toscana?

«Mi interessava vincere per una duplice ragione: per riprendere la corsa e perché essendo Santo Stefano abbiamo festeggiato il nostro patron Landi. Si è iniziato alla grande e per metà gara abbiamo dominato. Poi c’è stato un attimo di defaillance, quando abbiamo regalato qualche palla di troppo agli avversari. Ma ci siamo ripresi e finito in bellezza».

I tifosi toscani hanno inscenato una protesta mostrando finte banconote da 10 euro per protestare per i biglietti a 30 euro...

«Una protesta assurda: non dicono che abbiamo lasciato ben 50 dei 90 biglietti disponibili a soli 10 euro».

Luigi Vinceti

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