«Vittoria sofferta e importantissima»
Menetti: «Siamo stati bravi a tenere Pistoia a soli 59 punti »
REGGIO EMILIA. Venti minuti quasi perfetti, venti di sofferenza. Ma l’importante era vincere, siamo stati bravi».
Analisi concisa e impeccabile per il tecnico della Grissin Bon Max Menetti nel commentare la vittoria con Pistoia, importante per riprendere la marcia e avviare un mini-ciclo intensissimo che domani vedrà già una nuova gara, a Cantù.
Come spiega la gara a due facce?
«Nel primo tempo siamo stati davvero perfetti, nella ripresa siamo andati in sofferenza, ma ci interessava vincere, era l'obiettivo principale».
Missione compiuta.
«E contro una squadra che veniva da tre vittorie nelle ultime quattro trasferte. Li abbiamo tenuti a 59 punti, siamo stati bravi».
Quanto pesa questo successo?
«E’ importante, per noi non è stato un periodo facile, dall'inizio della stagione».
Perché?
«Non è facile vivere quattro mesi con continui cambi delle rotazioni, giocatori che entrano, che escono, alcuni che dovrebbero rientrare e poi i tempi si allungano».
In cosa ha inciso, soprattutto, questa incertezza continua?
«Non è facile prendere ritmo, prendere consapevolezza di quelle abitudini e di quei meccanismi che noi con il passare del tempo e il lavoro abbiamo preso».
Domani si torna in campo. Siete pronti?
«Abbiamo ventiquattro ore per prepararci a un altro blitz a Cantù, la nostra settimana sarà cortissima».
Con un protagonista su tutti, Taylor. Gli ha concesso l’applauso per salutarlo?
«Gli ho concesso l'applauso perché ha mostrato grandissima dedizione sui due lati del campo. L'ultima stoppata ne è l'esempio migliore».
Taylor rimarrà dopo Cantù?
«Queste domande vanno fatte al nostro ds Frosini. Donell ha il contratto sino al 29 dicembre, poi valuteremo».
A proposito di mercato: ci saranno novità fra i lunghi?
«No, per ora noi andiamo avanti così, e stasera abbiamo avuto buone risposte da Pechacek e Pini. Noi rimarremo questi».
Fiducia ai giovani?
«Adam Pecachek in particolare ha fatto buoni minuti, sono soddisfatto, poi credo sia sempre molto emozionato quando entra, ma ha 19 anni, è normale che sia così».
Nel finale ha puntato su quintetti bassi.
«Dopo il quinto fallo di Cervi, e con Pistoia che giocava con molti esterni, non aveva senso rischiare con un lungo puro in più».
La coppia Polonara-Silins continua a funzionare?
«Ci dà mobilità. Polonara soffre qualcosa negli uno contro uno frontali, ma ci dà moltissimo a rimbalzo, in attacco e in difesa».
Per ora vedremo Silins sempre da lungo?
«Io ormai me la sogno, la squadra al completo, non so se la vedrò mai».
Se la vedesse?
«Con Kaukenas e Lavrinovic recuperati potremmo anche tornare ai progetti di inizio anno, come schierare Silins da ala piccola».
Il recupero di Silins e Diener come procede?
«E’ un percorso complicato, non sempre facilissimo da gestire. Diener per assurdo avrebbe bisogno di tanti minuti, per ritrovare ritmo e confidenza, ma allo stesso tempo rischia di spomparsi. Ma sta rientrando, e si vede».
Silins, invece?
«Anche lui sta tornando, e il suo impatto si sente, eccome».
Come mai fa partire in quintetto lui e non Polonara?
«E’ un modo per far abituare Polonara a periodi più brevi e intensi in campo. Silins già lo fa bene, Achille si sta adattando sempre più».
Adriano Arati
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