In due libri la grande esperienza della guida reggiana Camurri
REGGIO EMILIA. Lamberto Camurri è un reggiano puro sangue ma non è facile trovarlo in giro per la città. Lui è sempre lassù, sulle montagne, e più alte e impervie sono più si diverte: è una guida...
REGGIO EMILIA. Lamberto Camurri è un reggiano puro sangue ma non è facile trovarlo in giro per la città. Lui è sempre lassù, sulle montagne, e più alte e impervie sono più si diverte: è una guida alpina.
Quella che era la sua passione giovanile, salire le vette, è diventata infatti la sua principale attività ed anche oggi che ha doppiato i trent’anni è sempre là che s'inerpica, strisciando lungo le fessure delle pareti rocciose.
Una specializzazione in cui è maestro, una tecnica che insegna agli aspiranti scalatori e che ha raccontato anche in due libri, due volumi speciali per i contenuti e spettacolari per le immagini che offrono.
«Le mie prime ascese - racconta la reggianissima guida alpina - le feci alla Pietra di Bismantova e, debbo confessarlo, è forse lì che ho conosciuto per la prima volta la paura ma anche la capacità di affrontarla con calma e senso della misura".
Poi sono venute le altre cime e non sono mancate le spedizioni in tutto il mondo, ma il suo cuore e la sua attenzione sono rimaste cristallizzate soprattutto sulle asperità del Parco dell'Appennino e sulle cuspidi alpine.
E' su questi due obiettivi che s'incentrano le sue due pubblicazioni dedicate agli appassionati dell'arrampicata.
Un libro è titolato “bismantova” (sì, proprio con la lettera minuscola) e sotto la precisazione "climbing & bouldering"; lo firmano lui e Andrea Gennari Daneri.
In pratica è la nostra Pietra passata al microscopio, parete per parete, verticale per verticale.
Di ogni tratto, oltre al nome e al grado di difficoltà, vengono elencate le caratteristiche: lunghezza, passaggi più impegnativi, appigli, tratti strapiombanti, presenza di agganci ferrati o di vegetazione, esposizione al sole, punti levigati dalla pioggia, possibilità di piazzare corde dall'alto per il “top rope” e via di questo passo. Il tutto accompagnato dalla specifica della dotazione tecnica necessaria. Chi vuol salire sa quindi cosa l'aspetta e può muoversi con sicurezza. Anche se, guardando le immagini che riprendono lui o i colleghi che si aggrappano agli appigli di roccia, non è certamente tranquillo chi soffre di vertigini.
L'altra fatica editoriale è “Il Monte Bianco super cracks” sottotitolato “Le più spettacolari fessure del Monte Bianco”.
Questo volume, che ha firmato insieme a Giovanni Bassanini, è naturalmente doppiamente ampio ed è arricchito, per ogni singolo sperone di roccia, guglia o seracco, da grafici altimetrici, indicazioni e raffigurazioni, annotazioni d'ambiente, specifica dei punti da cui partire più agevolmente, ubicazione dei rifugi.
In pratica il “Bianco in formato tascabile”, da mettere nello zaino se si vuole andare lassù a respirare un'aria diversa, a godere panorami mozzafiato, a provare le emozioni che un reggiano di pianura come il reggianissimo Lamberto Camurri ha imparato ad amare sin da ragazzino e che nel corso degli anni sono diventate il sale della sua vita.
Luigi Vinceti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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