«Non ho alibi per il fallo finale»
Drake Diener dopo il ko con Cantù: «Ora dobbiamo guardare avanti e tornare a vincere»
REGGIO EMILIA. Quel fallo speso su Eric Williams negli ultimi maledetti secondi della trasferta con Cantù deve aver turbato non poco i sonni di Drake Diener.
«Non ho alibi - ammette leccandosi la ferita l’esterno americano -. Ho avuto paura di un passaggio lungo di Williams a Feldeine che era dietro di me e così sono stato troppo aggressivo. La mia azione ci ha fatto perdere l’opportunità di giocare un supplementare e vincere una partita importante su un campo difficile».
La rabbia non è ancora del tutto sfumata?
«E’ così. Abbiamo giocato bene ma abbiamo perso. Con Cantù è difficile riuscire a difendere forte. Noi l’abbiamo fatto e di questo sono contento. Giocare con l’intensità che siamo riusciti a mettere in campo è comunque un buon segnale per il futuro».
E il morale? A che livelli era nel post gara?
«Penso sia normale essere abbattuti dopo una sconfitta così. Se si pensa di avere l’opportunità di vincere e poi invece si perde, è ovvio che il morale sia basso. Siamo molto dispiaciuti per quello che abbiamo fatto, ma si va avanti. Domani (oggi, ndr) quando ci ritroveremo all’allenamento dobbiamo trovare la grinta per lavorare e reagire».
Con Cantù si è registrata forse la sua miglior prestazione stagionale. Un segnale incoraggiante...
«Ho fatto altre buone gare in cui però non avevo tirato come avrei voluto. Io voglio giocare sempre nel miglior modo possibile. Non è solo questione di tirare bene, con buone percentuali. E’ inutile se io gioco bene e poi si perde in quel modo...».
Ormai in ogni gara le vengono concessi minuti da play. Si trova bene nel ruolo di regista?
«Mi piace portar palla. Mi piace aiutare Cinciarini. In carriera ho giocato anche playmaker e non ho problemi a ricoprire questo ruolo quando la squadra ha bisogno».
Ritiene positiva la prestazione sfoderata dai vostri giovani al Pianella?
«E’ normale che i giovani abbiano alti e bassi. Su di loro, però, c’è sempre una grande fiducia. Mussini, ad esempio, a Cantù ha tirato male ma se si analizzano bene i suoi tiri si vede come si sia preso tiri difficili quando aveva pochi secondi a disposizione. Ha forzato e non è colpa sua».
Dopo la partenza di Ksystof Lavrinovic, ora i vostri giovani lunghi sono stati chiamati a dare di più. Come li ha visti con Cantù?
«Abbiamo perso Ksystof e altri hanno fatto un passo avanti. Sono contento della loro reazione».
Alla luce delle ultime tre gare con Sassari, Pistoia e Cantù, pensa che al team serva un centro?
«Non è un discorso semplice come sembra. Un giocatore in più sarebbe utile, ma la cosa più importante è sempre la chimica che va rispettata se si vogliono ottenere risultati».
Ora vi aspetta Caserta in casa. Un impegno tutt’altro che difficile, almeno sulla carta...
«Dobbiamo ritornare a vincere. Non dobbiamo commettere l’errore di pensare che sarà facile battere Caserta. Parliamo comunque di una squadra di talento, anche se non ha ancora vinto in campionato. La affronteremo senza Donell Taylor e tutti dovremo fare un altro passo in avanti».
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