Gazzetta di Reggio

Sport

CALCIO LEGA PROù

Alessi: “Sogno la maglia col nome sulla schiena”

Alessi: “Sogno la maglia col nome sulla schiena”

Il capitano in grande, elogia Colombo e la Reggiana: «Mosse azzeccate, c’è un grande gruppo»

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. E' compito del capitano Beppe Alessi descrivere questo pazzo 2014 granata che ha visto alternarsi momenti di poco spettacolo ad altri di bel gioco. Passando da uno stadio con gli spalti vuoti per lo sciopero del tifo per arrivare ai quasi 7000 tifosi nella gara con l'Ascoli.

Come è stato il suo 2014?

«L'entusiasmo è sempre quello di un ragazzino però l'età avanza, quindi il mio compito è diventato sempre più quello di tenere unito il gruppo e fare spogliatoio».

L’anno della Reggiana?

«Siamo partiti nel mezzo di un campionato mediocre in cui si poteva fare di più, ciononostante i tifosi hanno sempre mantenuto l'entusiasmo, pur riservandoci le giuste critiche. Adesso la speranza è che sia finalmente in atto la rinascita».

C'è una spiegazione?

«In estate sono arrivati giocatori forti e giovani bravi, un allenatore in gamba e si è formato un gruppo con la G maiuscola. La società ha azzeccato le mosse in ogni reparto mentre l'anno scorso qualcuno non ha reso come doveva e poi, ma non è secondario, i risultati positivi aiutano a creare entusiasmo».

C'è molta farina di mister Colombo nel sacco granata?

«Ha dimostrato di essere un bravo allenatore e di capire le situazioni del gruppo, è una persona sempre aperta al confronto».

Tanti giovani nuovi però le hanno rubato il posto…

«Vado verso i quaranta e non posso pensare di giocare tutte le partite. E nelle ultime ho giocato, c'è ancora considerazione nei miei confronti».

Quanta soddisfazione per quel gol nella prima stagionale da titolare?

«Era il mio sogno perché l'occasione di giocare penso di averla meritata. La corsa sotto la Curva era inevitabile».

Invece quanta amarezza per quel rigore sbagliato col Pavia in Coppa Italia?

«Non più di tanta perché l'obiettivo non era certo quello di proseguire in Coppa, ovvio che fare gol sarebbe stato bello come sempre».

Sta facendo un pensierino a continuare un altro anno?

«Giocando capisci che puoi ancora fare qualcosa di utile ma ci sono ancora sei mesi davanti per pensarci, valuteremo senza fretta».

Intanto la Reggiana è in alto e diverte.

«Abbiamo dimostrato di giocarcela con tutti. In otto anni che sono a Reggio, è forse la prima volta che giochiamo su ogni campo per vincere».

E’ la squadra più forte da quando è qui?

«Se la gioca con la prima di Pane e quella di Dominissini prima dei tanti infortuni».

Cosa può dare il mercato?

«Non entro in tali questioni, ci sono già persone preposte».

Ha fatto capire ai gioielli da mercato che a Reggio si sta bene?

«Se ne sono già accorti sia per il tipo di vita che per l'entusiasmo però è naturale che le sirene della B qualche grillo in testa lo mettano. E’ giusto che siano loro a decidere del loro futuro».

Quello della Reggiana?

«Il mio sogno lo sapete… ma sarà dura, speriamo quanto meno di essere tra le prime che si giocano i play off».

Il sogno nel cassetto?

«Vorrei concludere la carriera con qualcosa di importante e non nascondo che indossare la maglia numero 10 della Reggiana col mio nome scritto dietro sarebbe il massimo...».

Gli auguri ai tifosi?

«Certo. Vanno ringraziati per quel che fanno, la speranza è di vederne sempre di più».

Juri Panciroli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google