D’Agnelli: “Prenderei un attaccante che non sia primadonna”
L’ex capo degli osservatori della Reggiana fa il punto sul mercato
REGGIO EMILIA. Rino D'Agnelli, l'ex capo degli osservatori granata, traccia la linea da seguire per non perdere il treno promozione.
Ha visto la nuova Reggiana che veleggia tra le prime?
«Credo che il girone B sia un po' più facile degli altri ma essere in alto è sempre molto positivo, bisogna approfittarne».
Perché più facile?
«Io seguo in prevalenza il girone A e vedo squadre come Novara, Alessandria, Bassano: tutte più forti dei granata».
Approfittarne, diceva?
«La Reggiana mi è rimasta nel cuore e sono convinto che se azzecca i due o tre acquisti giusti questo è l'anno buono».
Quali acquisti?
«Ci vuole una punta che non sia primadonna perché hai il rischio di perdere Ruopolo che adesso sta facendo molto bene. Ecco, magari una seconda punta da inserire anche a gara in corso che garantisca quei 7-8 gol e la possibilità di cambiare modulo. Insieme ai 7-8 gol di Ruopolo ed ai 4-5 di Angiulli ti trovi là davanti».
Qualche nome?
«In estate, prima di andarmene, avevo consigliato Lapadula, un ragazzo ancora di prospettiva che sta facendo molto bene a Teramo ma adesso è improbabile».
Altri ritocchi?
«Reputo la fascia destra quella più in difficoltà e quindi punterei su un D'Alessandro che ama la Reggiana, ha la morosa a Reggio e si abbasserebbe anche lo stipendio pur di tornare. Almeno per dare alternative ai laterali di difesa».
Per ora è arrivato un suo pupillo: Matteo Messetti.
«Tatticamente è importantissimo ma va gestito bene, è un '95 dei più interessanti e di grande qualità che seguivo da tempo, come del resto facevo con Sabotic. Viene da un'esperienza difficile a Cremona ma con l'ambiente giusto potrebbe fare già il titolare».
Non è l'ennesimo giocatore "leggerino"?
«Ci vorrebbe il giusto mix tra giocatori rapidi e di struttura ma se hanno scelto questa linea avranno i loro motivi».
Quando fare gli acquisti?
«All'ultimo minuto fai gli affari ma se vuoi sfruttare questa grande opportunità è meglio non fare grandi stravolgimenti ed inserire da subito i pezzi mancanti. Sicuramente l'attaccante perché di solito è il ruolo con più mercato».
Qualche indiscrezione sulle eventuali partenze?
«Sinceramente, nulla più di quello che potete conoscere tutti da radiomercato perché non ho più rapporti con la società. Ricordo che Parola ha sempre cercato un modo di avvicinarsi ai familiari ma di concreto non so nulla».
E se invece non arrivasse nessuno?
«Se vendi solamente e non compri, cosa sarebbe cambiato rispetto all'anno scorso? E poi bisogna essere lungimiranti perché una eventuale promozione, ripeto alla portata della Reggiana, comporterebbe forti investimenti il prossimo anno».
La società punta molto sui giovani del vivaio.
«Però mi ha deluso la Berretti perché vi sono stati investiti tanti soldi e sino ad ora i risultati non sono stati all'altezza».
Come giudica la guida tecnica di Colombo?
«Secondo me è stato l'acquisto più azzeccato della società, forse paga ogni tanto un po' di inesperienza come a San Marino, ma è un tecnico molto preparato».
D'Agnelli, invece, cosa vede nel suo futuro?
«A giorni spero di comunicare un incarico di prestigio, magari come eesponsabile di un’area tecnica, ma per scaramanzia non voglio anticipare niente». (j.p.)
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