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Barilli: «Ora pensiamo a crescere poi proveremo a volare»

Barilli: «Ora pensiamo a crescere poi proveremo a volare»

Il presidente parla del progetto che la Reggiana ha in cantiere «Il mercato? Migliorare una squadra che sta facendo bene, senza stravolgerla»

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REGGIO EMILIA. Il presidente Alessandro Barilli fa un'analisi dell'anno appena trascorso e rilancia sugli obiettivi da portare a casa nel 2015.

Si è concluso un anno iniziato con il corteo v dei tifosi, passato dallo sciopero del tifo e poi…

«Poi sono cambiati i risultati e questo ha tranquillizzato l'ambiente e messo in evidenza come il lavoro fatto in passato dosse buono e dovesse per forza portare a qualcosa».

Ma cosa può aver insegnato la prima metà dell'anno?

«Che nessuno nasce imparato. Era fisiologico fare alcuni errori ma credo sia stato soprattutto la stagione precedente (2012/2013) quella in cui sono state fatte cose con buona volontà ma poco costrutto. Lo scorso anno qualche giovane ha deluso ma la squadra per me non era così male come i risultati hanno detto».

Senza l'arrivo degli uomini di Vavassori cosa rischiava la Reggiana?

«Con il dg Ferrara si sono fatte valutazioni e create aspettative che ci hanno consentito di fare qualcosa di più ma non dimentichiamo l'operazione stadio: ci aveva già messo al sicuro finanziariamente e ci avrebbe permesso di lavorare serenamente in questa stagione».

Il suo rapporto con Raffaele Ferrara?

«Non parla molto ma conosce bene il suo mestiere, stiamo costruendo un buon rapporto di stima reciproca».

Si stanno mettendo le basi per un salto di categoria a breve termine?

«Proviamo a costruire una società più importante e solida partendo anche dal settore giovanile, quindi non vogliamo fissare obiettivi sull'immediato ma ci siamo dati tre anni per provare il salto in B. Nel frattempo vedremo, sul mercato di questo mese, come muoverci: se si potesse già intervenire per migliorare lo faremmo ma non siamo partiti per vincere il campionato perché la rosa è corta. Chiaro è che se c’è l'aiuto di tutti, tifosi compresi, la voglia di intervenire aumenta».

Con Pietro Vavassori è ancora tutto in stallo?

«Il rapporto è sempre più continuo e siamo molto amici ma per ora i suoi problemi sono e quelli già noti. Stiamo valutando una sua sponsorizzazione che definiremo nei prossimi giorni».

Delle prestazioni sul campo della squadra è contento?

«E' una Reggiana a cui mancano un po' di continuità e qualche ricambio all'occorrenza, ma fa veramente piacere vederla giocare. Mi pare che la gente si stia divertendo e pian piano riavvicinando».

Si aspettava questo calore dei tifosi ad inizio stagione?

«Reggio è una piazza che vive di emozioni ed entusiasmo ma, al di là dei risultati, è lo spirito della squadra che è stato trascinante».

E' migliorato il suo rapporto coi tifosi?

«E' una domanda da fare a loro perché di problemi particolari non ne ho mai avuti, anzi, negli ultimi mesi ho ricevuto dimostrazioni di affetto e tante scuse perché come avevano sofferto loro, avevo sofferto anch’io».

Le iniziative di merchandising come procedono?

«Molto bene: dalle bancarelle in piazza alle scarpe, passando alle figurine che finiscono continuamente e vengono ristampate, per finire la birra granata e la bottiglia di cioccolata. Soldi da spendere adesso ce ne sono pochi per tutti quindi è un grande segno di attaccamento alla squadra».

Ma ora i tifosi si aspettano il colpo di gennaio per fare il salto di qualità...

«Ribadisco che la volontà di migliorarci c'è, ovviamente facendo bene i conti con le entrate, ma non vogliamo stravolgere una squadra che sta facendo bene».

Qualche nome?

«Stiamo valutando 2-3 uscite di ragazzi che giocano meno, speriamo in Messetti in ottica futura poi valuteremo se cercare qualcuno più esperto che ci dia subito una mano».

E' prevista qualche uscita eccellente?

«Sarebbe complicato andare contro la volontà dei giocatori. Tre o quattro di loro stanno facendo bene, è normale che siano richiesti ma l'intendimento resta quello di non cedere nessuno, se possibile. Stanto comunque attenti a non turbare l'ambiente e cercando di essere sempre lungimiranti per il bene di tutti».

Ingressi in società?

«In questo momento non ne sono previsti».

La situazione economica?

«Contrariamente ad altre piazze, è abbastanza serena».

Sono previste novità nel CdA a breve?

«Non escludo l'ingresso di Raffaele Ferrara».

Cosa si aspetta dal 2015?

«La cosa più naturale è pensare di recuperare qualche posizione per acciuffare i play off. Se qualcuno mi avesse detto in estate che a gennaio saremmo stati a due punti dai play off non ci avrei creduto. Quest'anno un buon obiettivo è lottare sino alle fine e cercare di ritrovare tutto il nostro pubblico mentre l'anno prossimo, con queste basi, si partirebbe con obiettivi molto più ambiziosi».

I suoi cavalli di battaglia, Mirabello e via Agosti in primis?

«Sto lavorando su entrambi i fronti; il Mirabello è legato alla sistemazione del campo, per poi giocarci con tutte le giovanili, ed è un discorso a medio termine. Con la Curia sono stati fatti tanti ragionamenti e con una compagine societaria più solida si potrebbe realmente mettere in piedi un discorso di lunga durata».

Mai pensato di rendere sintetico uno dei tanti campi per evitare di migrare in altre strutture col maltempo?

«Fa parte del discorso via Agosti. Quando avremo un contratto lungo saranno fatti interventi di miglioria su spogliatoi e campi, con l'idea di renderne un paio sintetici. Perrò ci vogliono più forze per mettere in piedi tutto questo».

Lunedì si va a Ferrara.

«Noi stiamo bene, vedremo loro che sono un bel mistero».

Sarà una rimpatriata di consiglieri di Lega: Barilli, Vavassori e Mattioli?

«Al mattino c'è proprio un consiglio di Lega, la sera saremo tutti insieme alla partita».

Vavassori accetterà l'invito a cena di Barilli o quello di Mattioli?

«Andremo tutti insieme, poi è logico che non posso augurare che sia festa per tutti ma di certo è un'amicizia che non sarà rovinata da una partita».

Juri Panciroli

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