Pasta Reggia, una stagione di stravolgimenti
Persa la stella Sam Young, il club campano ancora a zero vittorie corteggia l’ex reggiano Taylor
REGGIO EMILIA. Non ha mai conosciuto la pace in questo avvio di stagione,Caserta. Che si trova ultimissima in classifica con zero punti e 13 sconfitte consecutive in carniere, con una rosa cambiata profondamente fra tagli e innesti e il terzo allenatore nel giro di quattro mesi. Il tutto in un’annata partita sotto grandi ambizioni, con l’arrivo della stella Sam Young, già tornato negli Usa. Coach Molin è stato presto sollevato dall’incarico, l’esperimento Markovski non ha pagato e ora si punta sul ragazzo di casa Vincenzo Esposito. Ai suo ordini, una formazione rinnovatissima, che ha perso in qualità pura ma appare molto più solida e compatta, probabilmente più adatta a un girone di battaglie come quello che attende la Pasta Reggia nella disperata rincorsa salvezza. Salutati tre americani – i lunghi Young e Howell e la guardia Gaines, passata a Pesaro – i campani si sono mossi per cercare rinforzi adeguati e ora stanno corteggiando Donell Taylor, fresco ex reggiano.
A Caserta sono approdati l’ex capitano biancorosso Michele Antonutti, l’esperto play sloveno Aleksandar Capin, la giovane promessa Amedeo Tessitori, in cerca di riscatto dopo le delusioni sassaresi. Con loro un duo bulgaro, il tosto centro Dejan Ivanov, veterano d’Italia, e il tiratore Avramov. Del nucleo originario sono rimasti un altro volto noto ai reggiani, Marco Mordente, l’esperto lungo Michelori, il promettente Michele Vitali, il regista Tomassini e i due americani superstiti, l’ala Carleton Scott e il play Ron Moore.
La Caserta di oggi è un cantiere, come inevitabile dopo tanti stravolgimenti, che nelle ultime gare ha però mostrato grinta, idee semplici e chiare e voglia di provarci. Per i campani ogni partita può essere decisiva, e non verranno certo a Reggio intimiditi dalla distanza in classifica. In attacco si appoggia molto alla forza fisica dei lunghi, che hanno spazio in area grazie alla presenza di buoni tiratori, Michele Antonutti e Bozhidar Avramov in primis. Capin è un discreto regista d’ordine, non esplosivo come un tempo, e a Caserta manca proprio la capacità di creare in solitaria nei momenti di siccità offensiva. Solo Moore e molto parzialmente Michele Vitali e Scott sono giocatori da uno contro uno, mentre i loro compagni - pur affidabili - rendono al meglio se innescati in un sistema. Vale per gli ex reggiani Mordente e Antonutti, per il bulgaro Avramov e ovviamente per i centri, che senza rifornimenti non possono incidere. In difesa, pur non brillando per atletismo, la Pasta Reggia è una formazione di buona fisicità, cattiva ed esperta, che non ha certo paura delle mischie e dei contatti. Anzi...
Adriano Arati
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