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«Grandi conferme dei nostri giovani»

«Grandi conferme dei nostri giovani»

Max Menetti: «I ragazzi ripagano la fiducia riposta in loro»

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REGGIO EMILIA. «Avevamo tutto da perdere e invece abbiamo vinto. E anche bene. C’era infatti il rischio di far diventare difficile un incontro solo perché affrontavamo l’ultima della classe. Alla fine siamo riusciti a farla diventare una partita facile. Tutto merito dei miei ragazzi».

Il tecnico Max Menetti non lesina i complimenti alla squadra e aggiunge: «Per due quarti abbiamo offerto una bella prova di contenimento poi, dopo l’intervallo, abbiamo scalato una marcia e adottato una difesa più aggressiva: le percentuali si sono alzate subito ed è andata avanti così sino alla fine. La nostra fiducia nei giovani ha avuto una concreta conferma. Loro sanno della stima che nutriamo in loro e appena possono ci ripagano ampiamente. Ad esempio, Pini è stato bravissimo e, dopo le incertezze della ripresa agonistica per lo stop di due mesi ha offerto una prova gagliarda. A questo punto, visto che anche Kaukenas che pensavamo recuperato è stato costretto a prolungare la sosta in panchina, l’età media dei ragazzi in campo penso fosse le più bassa del campionato. Una lode anche a Rovatti che al suo debutto davanti ai propri genitori è riuscito a firmare i primi due punti in serie A. E’ un altro “talentino” che cerchiamo di far crescere. Questa è la filosofia della società e i risultati ci sono, consistenti».

Inizio del 2015 con un punteggio altissimo: «Caserta ha in effetti problemi in difesa, ma bravi i nostri atleti a trovare i ritmo giusto. Alcune cose che non ci erano riuscite con Pistoia e Cantù stavolta hanno funzionato. E ciò malgrado la buona prova di alcuni avversari, Antonutti sopra tutti».

Gli insulti degli Ultras ai casertani e le critiche degli spalti: cosa va chiarito? «Deriva tutto da uno striscione di due anni fa. Ma non facciamone un dramma. Il pubblico è l’elemento in più in campo: contro Trento ci aspettiamo 3.500 tifosi che ci spingano all’assalto. Siamo in buona posizione in classifica ma ormai ci conoscono tutti e hanno imparato a contrastare il nostro modo di giocare. Studiano, come peraltro facciamo noi con gli altri, ogni assetto difensivo e d’attacco. Sanno così che quando riusciamo a correre in transizione centriamo meglio il bersaglio e cercano di impedircelo. Poi c’è una componente emotiva che oggi poteva giocarci contro. Invece abbiamo aperto il 2015 nel migliore dei modi e concluso nel modo più apprezzabile l’ultima gara casalinga del girone d’andata».

E gli assenti? «Pensavo fosse la volta buona. Invece l’attesa continua. Ma ora godiamoci questa vittoria».

Lodi altrettanto limpide vengono dal coach ospite Vincenzo Esposito che giustifica la sconfitta della sua squadra - l‘ennesima dato che non ha mai vinto - con la solidità dei reggiani: «Avevo chiesto ai miei di migliorare l’assetto difensivo e debbo dire che per due quarti ci siamo riusciti. Poi la Grissin Bon ha alzato una buona difesa e si è vista la differenza. Abbiamo perso perché Reggio ha più talenti. Mi rallegro solo per il fatto che non abbiamo mai avuto un atteggiamento remissivo».

Caserta, ricorda Esposito, aspetta almeno un rinforzo e intanto si prepara per quella che giudica la sfida più delicata della stagione: la prossima partita con Pesaro, penultima a sei punti. «Con Reggio invece non c’era nulla da fare». (l.v.)

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