Gazzetta di Reggio

Sport

VOLLEY A2 / CANTAGALLI AUTOCRITICO

«Se ci fossero le retrocessioni mi avrebbero già cacciato»

«Se ci fossero le retrocessioni mi avrebbero già cacciato»

REGGIO EMILIA. Sono riflessioni amare quelle del coach Luca Cantagalli all'indomani dell'ennesima sconfitta, la settima di fila , subita al Bigi contro un Brescia che si poteva e si doveva battere....

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Sono riflessioni amare quelle del coach Luca Cantagalli all'indomani dell'ennesima sconfitta, la settima di fila , subita al Bigi contro un Brescia che si poteva e si doveva battere. Iniziata sottotono e poi ripresa fino al vantaggio per 2-1, la gara ha lasciato l'amaro in bocca a tutti; tifosi compresi che si aspettavano la tanto attesa svolta. Se ne riparlerà domenica in casa dell'ultima della classe, un'Aurispa Alesssano da 5 punti in 12 gare ed a -5 dalla Conad che ora viaggia a 10 punti insieme a Brescia.

Cantagalli, partiamo dalla fine, quel battibecco con l'ex giallorosso Paoletti. Qual era il problema?

«Non l'ho capito nemmeno io, era tutta la partita che ce l'aveva con me e visto che non mi va di farmi prendere in giro senza motivo, sono andato a chiedergli spiegazioni. Non ne ho ricevute. In ogni caso ero già nervoso di mio».

Nei time out ha strigliato spesso i suoi.

«Non facciamo mai le cose come le abbiamo preparate. Brescia ha espresso esattamente il gioco che avevamo studiato nel dettaglio ma ci siamo fatti trovare impreparati, fuori posizione ed in ritardo sui loro contrattacchi. Pur sapendo già dove sarebbe andata la palla. Così non va. E' vero che quando si è in campo la situazione si complica, ma dobbiamo usare la testa per non perderci subito. Gli altri non possono vincere sempre sulle nostre imprecisioni».

Bucaioni per il capitano Guemart in starting-seven: la scelta ha pagato?

«Per la prima volta Bucaioni è partito titolare ma, non per colpa sua, le cose non sono andate meglio di altre volte».

Anche in corso d'opera ha cambiato tanto. Dopo 8 punti nel primo set Tondo è stato messo in panchina.

«La partita non stava girando ed i ragazzi non rispondevano nel modo giusto così ho provato a dare una scossa. Lo stesso Tondo non stava giocando bene e ho scelto di sostituirlo con Della Corte».

Anche a Bertoli è toccata la stessa sorte...

«Non ha fatto una prestazione all'altezza delle grandi aspettative che abbiamo su di lui. E' l'uomo che può fare la differenza in attacco e speriamo che presto trovi la continuità necessaria».

Un punto però è stato messo in cassaforte.

«Sì e devo ammettere che siamo stati meno bloccati di altre volte, ma questo non cambia le cose: continuiamo a subire troppo e non trovare il giusto ritmo di gioco. E' un problema di testa ed essendo il gruppo la nostra forza, se non giochiamo tutti a un buon livello andiamo sotto».

A questo punto, che fare?

«Per nostra fortuna la retrocessione non c'è, altrimenti credo che dopo sette sconfitte consecutive sarei già stato licenziato, com'è giusto che sia quando perdi, e non abbiamo l'assillo di fare punti a tutti i costi. Adesso proveremo a lavorare di più sul gruppo e sulla testa, non c'è altra via, il resto va tutto di conseguenza».

Tornare sul mercato è un'opzione possibile?

«No, il gruppo è e resta questo. Nonostante i risultati crediamo molto in questi ragazzi , siamo sicuri che reagiranno».

Francesca Manini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google